Manuela Arcuri: «A 45 anni mio marito in un castello. Rifiutati l’America e un vino per il film di 007»

Manuela Arcuri, 45 anni, attrice e showgirl

L’attrice Manuela Arcuri, per concentrarsi sulla sua preparazione al matrimonio con il Lago di Bracciano, ha annunciato per il 22° giorno con l’imprenditore Giovanni Di Gianfrancesco, se accetterà una notte di lusso e relax nella località delle terme Cavallino-Treporti in provincia di Venezia, leader europeo nel turismo all’aria aperta per i suoi campeggi a 5 stelle. Mini vacanza causa campeggio con la mamma Lella e il figlio Mattia, 8 anni, in una suite dell’esclusivo villaggio privato “Luxury Camp”, all’interno del camping resort 5 stelle Union Lido, per l’attrice showgirl di 45 anni, riduce la fatica del suo ultimo film ambientato sul Lago di Garda.


Mangiare mai in Costa Veneta?
«Ero stata nel comune di Jesolo anni fa ad inaugurar un famoso parco acquatico lanciando uno scivolo altissimo e ci sono tornata anche di recente. Certo non sapevo che superando il ponte sul fiume Sile si sarebbe aperto un altro mondo: il comune di Cavallino-Treporti, la patria europea del turismo all’aria aperta. Di questa particolare esperienza di turismo all’aria aperta, ho già parlato con entusiasmo ad alcuni colleghi durante il mio trovavo in Veneto mesi per girare la scena del mio ultimo film ambientato sul Lago di Garda. Per questo ho deciso di venire qui per una breve vacanza, relax, assieme mia mamma e il mio bambino».

Un po’ di Tintarella?
«L’ampia spiaggia di Cavallino-Treporti l’ho vista, ma in costume al mare non ci sono andata. Il meteo, purtroppo non mi ha permesso. C’è stato un po’ troppo vento. Ma immagino che in piena stagione qui sia bella godere tranquillamente della spiaggia, del mare e della natura con una grande pineta così. Per questo motivo ho deciso che riferirò nuovamente a breve per un’altra settimana in questa struttura. A Cavallino-Treporti non pare neanche di stare in Italia. Sembra di stare in una risposta estrapolato dalla nostra nazione, un mondo a parte che comprendo bene perché è dal turismo internazionale. Ho scoperto una città balneare molto curata, tenuta bene, con tanto verde, fiori, senza una cartaccia a terra».

La tua situazione sentimentale?
«Mi sto preparando con la mia compagnia tutta la notte che celebriamo in un castello affacciato sul lago di Bracciano. Per la verità e il mio futuro marito ci siamo sposati 9 anni fa a Las Vegas. Avevamo fatto una di quelle follie che si fanno in viaggio. All’improvviso ci stavamo detti: sposiamoci. Alla cerimonia c’eravamo solo io e lui: zero amici e parenti, senza testimonianze. Era stato comunque bello, organizzato un po’ in segreto, lasciandoci un bel ricordo. Adesso ma vogliamo tutto unirci in matrimonio in Italia con tutti i crismi, con la cerimonia in chiesa e il resto, anche per fare una bella festa che coroni l’unione della nostra famiglia per tanti anni. Un bel regalo per noi Mattia figlio che l’8 maggio compie 8 anni».

Matrimonio in chiesa, lei è credente?
«Non sono cattolico praticante, nel senso che non vado in chiesa alla Domenica, credo che nel caso non sia successo nulla al momento del mio matrimonio, mi dispiace per tutto quello che sono arrivato: il mio corriere, la mia famiglia, tutore».

A chi dedichi il matrimonio?
«Mio sposo soprattutto per mio figlio. Porterà le nostre fedi all’altare, durante la cerimonia ei festeggiamenti vivrà un ruolo tutto suo, è già emozionatissimo. Sarà importante per lui vedere i suoi genitori che si esposano. Il suo vestito credo sarà como quelo del padre che vuole farmi una sorpresa, conoscendo saranno entrembi vestiti in un modo molto classico. Già mi emoziono mi lascerò andare pensando che mio padre sarà seduto sul mio altare, potrei vivere il mio matrimonio in Italia, visto che la cerimonia non l’ha utilizzata e i miei genitori vedrebbero solo la foto. Sono molto felice e molto emozionata, sarà un matrimonio importante per la mia famiglia».

Scelto il vestito da sposa?
«Sì, un camice bianco. Sicuramente non passerà inosservato, sarà un’abitudine importante. Quel giorno dovrò essere una principessa visto che la nostra festa sarà in un castello. Per il mio matrimonio voglio vivere un giorno da favola».

Il viaggio di nozze?
«Non abbiamo ancora deciso, ma un nostro desiderio è un viaggio negli Usa».

Vieni mai un castello?
«Tutto è nato dal mio desiderio di confermare, anche per la notte in Italia, la data del 30 aprile in cui ci siamo sposati con Las Vegas 9 anni fa. La mia idea iniziale era quella di sposarsi in cielo, ma ad aprile la spiaggia era molto ventosa e di rispettare i dati perché ho considerato l’idea dello sposo in un castello nel Lazio. Passati tutti in rassegna mi ha colpito molto per la vista mozzafiato la fiabesca location di un castello sul lago di Bracciano. Ma rimaneva l’incertezza per le meteo ad aprile al’aperto e quindi abbiamo optato per il 22 luglio. Dato che la mia piazza perché è palindromo, anche è di venerdì. C’è chi pensa che non porti bene esposarsi di venerdì, ma io non credo, sono molto fatalista, credo nel destino».

Io lavoro?
«Il 2022 per me è un anno di ripartenza, perché nei due anni di Covid sono stata ferma, senza fare nulla a livello laborative. Tutto il mondo dello spettacolo è cresciuto un danno, ma quest’anno pare sia ripartito tutto alla grande. Ho ripreso il mio lavoro a gonfie vele, sono veramente felice. Negli mesi ho già tour due film, ne ho in programma altri due, se non tre ma non lo posso dire finché non ho gli ultimi certezze dei contratti in mano».

Cosa ha generato di film?
«La produzione con cui sto lavorando si occupa di tutti i generi cinematografici. Il film che abbiamo aperto in Albania, a Tirana, si intitola “Gli artigli dell’aquila” ed è un thriller, ma anche horror. Generi che personalmente non scelgo al cinema perché my mettono brama, ma girali è stato fighissimo. La trama racconta di due comunisti estremisti che non accettano la scomparsa del comunismo e quindi si rinchiudono in un bunker, rapiscono un bambino, che purtroppo gli capita a tira, facendolo crescere come un assassino psicopatico. È uno dei primi orrori che vedo che finisce bene perché il serial killer alla fine morirà e anche il protagonista che interpreto. È una storia inventata che ha ache questa parte storica che la rende bella. Sono in sintonia con la produzione che il mio nuovo protagonista ha dato anche ad un altro film il cui lavoro è iniziato a settembre, sempre in Albania. Nel frattempo sono tornata in Italia e ho ruotato con un’altra produzione un altro film a sfondo sociale dal titolo “Il valore della sconfitta”, ambientato sul Lago di Garda. Impersono l’insegnante de educazione fisica di una classe de recuperacion composta da ragazzi che non avevano difficoltà con i genitori, que sono lasciati un po’ a loro stessi e quindi totalmente sfiduciati. Attraverso lo sport, nello specifico la pallavolo, risco a far ritrovar loro la fiducia in se stessi. Quindi il messaggio è che nella vita non è importante vincere quanto trovare la fiducia in se stessi».

Come ricordi la givetta?
«Rifarei le stesse identiche cose, perché tutto mi ha portato ad essere oggi quella che sono, a complete donna. Ho iniziato a lavorare da giovanissima. Il mio primo film l’ho fatto a 17 anni, ma già a 14 anni lavoravo nelle sfilate como modella fra Milano, Parigi, Roma. Poi iniziarono i provini per il cinema finché mi presero a 17 anni a fare il mio primo film. Da lì ho lavorato poi con Verdone, Pieraccioni, Salemme, De Sica e molti altri. Anche accanto ad attori come Gassman, Tognazzi, oltre a comici importanti, fino a quando poi non venni ‘sequestrata’ per 15 anni di fiction Mediaset. Una lunga givetta, interpretando tanti ruoli di spessore, anche drammatici».

Ci ripianti?
«Certo di sbagli ce ne sono stati, come è giusto che ci sono. Rimpianti no, l’unica cosa che mi viene in mente è che non ho la voce di trasferire il mio negli Usa per continuare la carriera dell’attrice. L’occasione mi era capitata prima dei trent’anni, mi fu proposto più volte ma in quegli anni stavo troppo bene qua. Non ho avuto il coraggio dire: ok, lascio tutto, famiglia, amici, vado e provo per cambiare la mia vita, guarda cosa succede. Comunicare la mia carriera è stato benissimo in Italia, avevo tutto. Il mio nuovo scopo era fare una dichiarazione per il film 007. Ma parlerò un inglese perfetto e lo trasferirò. Probabilmente poi si può pallidare altre opportunità che forse mi cambierà cambiato la vita. All’ però ero felice di quello che avevo in Italia e non miepoca andava di mollare tutto».

Quale lavoro futuro vedi?
«Non non mi manca nulla in particolare, continuerò a dire quello che sto facendo. Continuerò sempre a recitare, ma forse vorrei anche passare un pochino, come sto già facendo, dalla parte della produzione cinematografica».

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6 maggio 2022 (modificato il 6 maggio 2022 | 16:32)

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