Una storia d’amore contro iperproduttività, competizione e performatività

La società dei rondini

sono famoso (Pidgin edizioni, 2022*) voole parlare di una società afflitta da iperproduttività, concorrenza e performatività. Say a world of labor in cui non ci sono regole, se non quella, interiorizzata, dell’sacrificio di sé. Parlerò di una generazione che ha perso e continua con la ricerca di un empio nell’ultimo decennio, dopo aver lauree accumulate, Insegnante me attestato. Della fine della narrazione secondo cui “chi ce la mette tutta ce la fa”, come della credenza che la givetta educativa sia formativa ed il necessario nonnismo. Dell’occupazionale vuoto che è la diretta prosecuzione di stage e corsi di ogni genere. È un libro che nasce dalla mia generazione, da anni di messa per confrontarsi con l’esperienza del “fallimento” che non si riesce a capire finalmente come il problema non sia personale ma sistemico. Ho scritto questo libro nella sua speranza che la depressione individuale possa essere difficile in una coscienza collettivain un rifiuto di un mondo di lavoro non sostenibile, obsoleto, che chiude come uno zombie di fagocitare i nuovi arrivati, appestandoli, per tenere in vita il suo enorme corpo in putrefazione.

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Il filosofo Byung Chulhan descrivere venendo, nell’odierna società di prestazione, ognuno è imprenditore di se stesso e mentre se ti diverti senza limiti nell’illusione di esercitare la tua stessa libertà, incolpandosi per ogni fallimento.

Al posto della costrizione c’è un’autocostrizione, che se ti dà libertà. Che questa evoluzione implichi strettamente la risposta della produzione capitalistica. Da un certo livello produttivo, l’autosufficienza è essenzialmente più efficiente, molto più produttiva del frutto estraneo, ma se accompagna il sentimento di libertà. La società della prestazione è una società dell’autosfruttamento”.[1]

In sono famosoChiara è arrestato me Custode allo stesso tempo, vittima me carneficeper usare le parole di Han. Voi rondini Ho inviato se illudono di lavorare quanto e dove vogliono, di non avere vincoli, salvo poi non mettere insieme abbastanza soldi per pagosi l’affitto e ritrovarsi contemporaneamente privati ​​del tempo stesso.

“Illinois colomba c’è un limite: il potere, ancora, non ne ha. Perciò, la costruzione che deriva da potere è illimitata e con ciò ci ritroviamo in una situazione paradossale”.[2]

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L’impiego di rondine viene presentato come un “non-lavoro” in cui ci se devia ed in cui, vieni in un gioco, se accumula punti. Di fatto invece la protagonista, Chiara, corre e suda attraverso l’enorme capitale con fatica e una semplice tregua. La megalopoli cannibale e divorziata che sta alla base del romanzo incarna il capitalismo descritto marchio del pescatore che cosa?[…] è molto simile lì cose del film di Giovanni falegname: un’entità mostruosa, plastica e infinita capace di metabolizzare e assorbire qualunque cosa con cui entri in contatto”.[3]

In questa risposta chi sta alla base della piramide sociale viene identificato con i nomi dei piccoli animali, graziosi e indifesi, come rondini, volpi, quokkasu cui si operano sfruttamento e prevaricazione. Nel libro ho voluto che il corpo – in particolare un corpo di ragazza – e la fatica fisica erano centrali. Questo perché nella percezione i corpi che si mettono in moto, che si spostano, che effettuano consegne a seguito dei nostri input digitali – Cosa che succede sempre più spesso per via dell’e-commerce – scrofa che non è isistano. Chiara proverà a pensare a lei stessa come a una rondine “con le sue ossa cave as quelle degli uccelli” ma tutta la storia, pagina dopo pagina, conferma il contrario, soffermandosi ad osare spazio al suo corpo sfinito, ferito e en pericolo.

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In tutto il libro si alleggia un senso di minaccia, Chiara vede la vita della capitale accumularsi intorno a lei e comincia a fantasticare sulla propria morte. Pian piano si rende conto che se rimarrà nella capitale verrà annientata, nel frattempo il suo corpo deperisce sempre più senza nutrirsil’alienazione non è solo mentale ma passato fisico.

“Il soggetto di prestazione sfrutta se stesso fino alla consumazione (esaurimento). Ne deriva un’autoaggressività che non di rado si radicalizza nel suicidio. Il progetto si rivela a proiettileche il soggetto di prestazione punta contro se stesso”.[4]

Questa aggressività contro noi stessi deriva dall’imbarazzo del fallimento e dall’impossibilità di resistere e lottare contro qualcosa che abbiamo interiorizzato. Sono gli affetti, estranei al sistema, che possono forse portare in salva, anche se in un mondo non perfetto e ancora angosciante.

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Così il legame con Suor Lucia, con i ricordi del pastato, con la sua storia di famiglia, porta infine Chiara, anche se le dispiaceva per la cicatrice e la cicatrice visibile sulla sua pelle, a operare un rifiuto ea mettersi in salvo racchiudendo un’alternativa anche laddove sembra che non ce ne siano. Lo fa spostando l’obiettivo, usando dalla gara contro se stessatornando a cercare – o cercando di ridefinire – il senso della libertà.

[1] Byung Chul Han, La società della stanchezza, Nottetempo, Milano, 2020, p. 96.

[2] Byung Chul Han, psicopolitica, Nottetempo, Milano, 2019, p. 10, il corsivo è tratto dal testo originale.

[3] pescatore Marco, realismo capitalista, Nero, Roma, 2018, p.33, il corsivo è dal testo originale.

[4] Byung Chul Han, La società della stanchezza, Nottetempo, Milano, 2020, p. 96.

natalia guerrieri era famosa

L’AUTRICE – Natalia Guerrieri (1991), laureato in Italianistica e diplomato all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico, autore di prosa, cinema e teatro. Alcune sue opere si trovano nella Biblioteca Virtuale di Teatro i.

divertimento suoi racconti sono stati pubblicazioni su riviste e in raccolte antologiche, tra cui hortus mirabilis. Il suo romanzo d’esordio, Non muoiono le apiedito nel 2021 da Moscabianca Edizioni, ha vinto il Premio Zeno Romanzi Editi.

Ora torna in libreria di Pidgin Edizioni con Suono famaun romanzo in continua oscillazione tra realtà e grottesche, che ci porta nella capitale tentacolare, insaziabile catalizzatrice delle logiche della prevaricazione, dove le rondini schizzano da una zona altra per portare il genere del cibo ai clienti che aspettano ogni affamati dietro le porte socchiuse.

Chiara è una di loro: le sue giornate sono scandite da una chat sempre attiva atraverso cui ogni suo gesto viene monitorato, le sue ali sono braccia smagrite che la portano in appartamenti asfittici, loculi semibui, esponendolo a situazioni paradossali ea tratti surreali. In attesa di un impiego migliore, fra rapporti incompiuti, simbiosi malsane ed echi del suo passato, si pie a uno godimento continuo della sua psiche e del suo corpo, finché alcune rondini non iniziano a scomparire, divorate fame dalla città.

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