Blu, re dei writer, assolto por un murale No Tav in Valsusa. Il giudice: “E’ arte”

La sua fama di artista di strada è nota in tutto il mondo ma non basta per concludere il processo con l’accusa di “imbrattamento”. Quando però oggi in aula un critico d’arte ha testimoniato sostenendo che “Blu” era voluto dipingere in modo tradizionale “la sua stessa aula opere esposte nei musei di tutto mondo”, la ricerca se è d’accordo e ha chiesto per lui la soluzione. Sancita subito dopo anche dal giudice “perché il fatto non sussiste”.

Una manifestazione No Tav davanti al murale

“Blu”, pseudonimo del celebre scrittore senigalliano (il cui nome è coperto da segreto), è stato finito nei guai nel 2018 per aver eseguito un’opera his un cavalcavia della state 24 in Val Susa: un murale che rappresentava un treno fagocitato da a serpente, e contiene una critica esplicita al Tav. I carabinieri l’avevano identificato e denunciato, e con lui erano finiti un processo altre quattro persone accusate de hanno aiutato e de essere estati presenti alla realizzazione.

Dipinse un Tav murale in Val Susa, informato sull’imbrattamento del famoso scrittore “Blu”



Viene fuori una situazione paradossale. Persino il Guardian lo ha inserito nel cast dei diecimila street artist del mondo. Mentre sono in aula, risponderò per vedere se ho deturpato il sottopasso, di pubblica utilità. Una tesi che è respinta dagli avvocati difensori Valentina Colletta e Claudio Novaro che hanno spiegato che la opera esaltata e come si fosse trattato il contrario di un arricchimento per la collettività. “Esclude se un’offesa al proprio sentimento estetico alla luce dell’apprezzamento mondiale tributato all’artista” ha spiegato Valentina Colletta. “È evidente che il valore e la restituzione di un’opera d’arte nella comunità secondo la storia del movimento di protesta in Val di Susa” ha aggiunto Novaro.

Il procuratore, presentato in aula da un “vpo”, vice procuratore onorario, è d’accordo: “C’è luce di quanto è emerso, non se è possibile che la soluzione si risolva, ma non ci impegneremo a perché se siamo davanti a un’opera di stima valore mentre trovarci di fronte a imbrattamento, ma tale è. Non è nemmeno deturpazione perché no si può abbia che l’artista abbia deturpato un ponte anzi ha causato come “danno” un arrivo di un pubblico manufatto.

A convincere giudice e pubblico accusa ma è la testimonianza del professor Tomaso Montanari, docente di storia dell’arte all’università per stranieri di Siena, che ha portato in aula un catalogo con l’opera di Blu tra cui quella del cantiere Tav : “Certifico che è di Blu, non ci sono dubbi sul suo stile” ha detto, spiegando che “a livello italiano è il più bravo, rimarrà nella storia dei manuali dell’arte”.

L’avvocato Novaro ha pubblicato uno degli elementi della sua testimonianza, ancora la scelta degli street artist, di Blu come Banky, di regale l’arte alla collettività, strappandola alle leggi della mercificazione “che ci assediano tutti i giorni”. Questo non toglie che abbia grande valore, “al par – ha spiegato Monatanari- delle opere esposte al Moma”.

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