Cento anni fa la scoperta della tomba di Tutankhamon, al cinema un film con le immagini del fotografo viterbese Sandro Vannini

Cultura- Il tesoro del faraone da vicinissimo è stato documentato in esclusiva mondiale – Il docufilm verrà proiettato su quasi 300 grandi schermi in tutta Italia ma non nella Tuscia


Il fotografo viterbese Sandro Vannini

La locadina del film "Tutankhamon, l'ultimo spettacolo"

La signora del film “Tutankhamun, l’ultima mostra”

Viterbo – La sua scoperta ha rivoluzionato la storia dell’archeologia. I cento anni dalla scoperta della tomba del faraone Tutankhamon è venuto a festeggiare al cinema con un docufilm che uscirà solo mercoledì: “Tutankhamun, l’ultima mostra”.

Una storia straordinaria, narrata da Manuel Agnelli di Afterhours, che dà inizio all’ultimo grande spettacolo del faraone. Grazie alle immagini ad altissima definizione realizzate dal viterbose fotografo Sandro Vannini. Che documentò il tutto in esclusiva mondiale.

Il docufilm chiuderà i suoi quasi 300 grandi schermi d’Italia. Non tanto nel progetto se si tratta di un viterbese, non sarà possibile vederlo in nessuna sala cinematografica della Tuscia. Almeno per ore.


Egitto, Valle dei Re. Il 26 novembre 1922, quando l’egittologo e archeologo britannico Howard Carter seguì un piccolo forum sulla copertura di un muro sotterraneo, devo per la prima volta che lo tenne nella camera sepolcrale della tomba del faraone Tutankhamon. La stanza è stracolma di oggetti e praticamente intatta e si appresta a entrare nella leggenda. Oggi quello di Tutankhamon è un nome nell’immaginario collettivo mondiale: per tutti racchiude quanto di più imponente e misterioso potrà evocare l’antico Egitto, la sua piramide, la leggenda della maledizione del faraone. Pochi, tuttavia, associò la sua celebrità a una convergenza di fatti unici e all’ostinazione di quell’archeologo inglese que ne soprattutto scoprì la tomb proprio negli anni in cui i mezzi di comunicazione di massa iniziarono a rivoluzionare completamente le nostre vite.

Per celebrare il centenario di quella portata rivoluzionaria che avverrà nel 2022, solo il 9, 10 e 11 maggio il docufilm “Tutankhamon. L’ultima mostra”, regia di Ernesto Pagano. Per la prima volta gli spettatori cinematografici opportunità: Troverò il faraone, vivendo il suo grande spettacolo che è l’unico momento e seguendo in esclusiva l’affissione di 150 oggetti dal tesoro di Tutankhamon per la più grande mostra internazionale mai dedicata al ragazzo d’oro che il fotografo Sandro Vannini ha seguito in un’esclusiva mondiale: l’ultima mostra in assoluto dedicata al tesoro perché per volere del governo egiziano ora che questo immobile immensamente vario e visitabile solo nella sua sede al Cairo. Lo guiderò attraverso la scoperta, la voce di Manuel Agnelli, senza l’appassionato giovanissimo di Antico Egitto e la filastrocca che seguì la visita alla tomba di Tutankhamon nel 1996.

Il docufilm offre un accesso esclusivo ad alcuni dei luoghi que ancor oggi rappresentano il cuore pulsante della leggenda di Tutankhamon, proprio dal primo momento che segnò la portata della celebre tomba.

Grazie a uno degli archivi fotografici privati ​​più ricchi al mondo, dedicato al tesoro e grazie al materiale fotografico e cinematografico originale portato al Metropolitan Museum di New York e al Griffith Institute di Oxford, gli spettatori potranno rivivere i momenti più emozionanti della scoperta di Howard Carter, l’eco della celebre maledizione di Tutankhamon, e frammenti della storia del giovane faraone: un ragazzino elevato al rango di semidio, morto prematuramente e accompagnato in una tomba di fortuna per intraprendere il viaggio atraverso l’eternità insieme al suo ricchissimo corredo funerale. Dopo un regno effimero, Tutankhamon morì nel 1824 prima di Cristo e venne subito dopo. Ma per un intreccio di casualità, 3342 anni dopo la sua sepoltura, il suo nome è diventato, tra quello dei faraoni dell’antico Egitto, l’unico capace de travalicare ogni confine, guadagnando a form of eternity del tutto in attesa: quella della celebrità . La vicenda storica le permetterà di arrivare anche in epoca contemporanea quando il famoso archeologo Zahi Hawass, ministro dell’antichità in Egitto alla fine del 2011, trasformò il ragazzo d’oro in un ambasciatore dell’Egitto nel mondo. Era in quegli anni che per la prima volta venne fatta una tac alla mummia del pharaone per indagarne le cause della morte: proprio alle scansioni di quelle tac è stato concesso l’accesso esclusivo in occasione del docufilm.

Saranno lo ha fotografato ad altissima risoluzione di Sandro Vannini, un fotografo viterbese dopo i prolifici del tesoro di Tutankhamon e l’unico che aveva accesso al tesoro rilasciato dai suoi vetrine, a raccontare come gli oggetti danneggiati nel corso della Rivoluzione del 2011 hanno recuperato le loro fattezze sono nate grazie al sapiente lavoro del ristoratore: il lavoro di Vannini si basa principalmente sulla sua sofisticata e all’avanguardia tecnologia digitale che, applicata alla costruzione virtuale, tutta la fotografia e tutta la registrazione video, rappresenta la nuova frontiera della narrazione e descrizione del patrimonio artistico e culturale. Attraverso le spettacolari e rivoluzionarie fotografie del Vannini se anche la ricchezza degli stralci della vita e il rito funebre del faraone della XVIII dinastia. Secondo gli egizi, l’eternità di un uomo finirà soltanto quando non ci sarà più nessuno al mondo a il suo nome. Ma la maschera d’oro di Tutankhamon e il suo nome rimarranno e rimarranno ben incisi e vivi nella memoria dell’umanità. E continueranno ad essere pronunciato ad alta voce, come accade in questo film.

9 maggio 2022

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