Eurovision, le doglianze di chi organizza eventi a Torino: «Noi poco coinvolti»- Corriere.it

hanno dato Giulia Ricci

«Ci ​​auguriamo che questa kermesse porti un miglior dialogo con il Comune»

«Siamo stati coinvolti in ritardo. La speranza è che l’Eurovision stia volando per un nuovo dialogo». È partita la settemana del festival, ma chi di musica dal vivo se ne occupa tutti i giorni met i puntini sulle «i». La collaborazione tra la Comunità e la località che ogni anno organizza concerti e ha un nome alto a Torino nel panorama underground e pop italiano ha messo in evidenza il divario: l’iniziativa con le delegazioni è statale organizzata a livello privatamente, non con una comunicazione della Città di tutte le serate messe in fine piedi al prossimo sabato, un chiaro sul sito che racconti di Hiroshima, Spazio211, Cap10100, Fuori tema, BlahBla
he tutte quelle realtà che mescolano intrattenimento, cultura e protagonismo giovanile.

«Pur capendo la complessità de un caduto dall’alto intriso del dinamiche nongobernabili da questa città — underground Valentina Gallo, direttrice artistica e animatrice di Cap10100 — Credo che se si potesse fare uno sforzo in più per legittimare chi sul mundo lavora con la musica e con cultura tutti i giorni: insomma la prossima volta meno dinamiche vip, più dinamiche meritocratiche».

Tutti gli after party «off» degli artisti stranieri saranno all’Hiroshima: «Ma grazie a contatti privati ​​​​​​- dice Alessandro Roggero-. Essendo partiti in ritardo, noi abbiamo già programmato tutto. In tutti i casi hanno realizzato un lavoro in poco tempo: l’obiettivo è che sia una fuga per il futuro».

Per questo è iniziato a Palazzo Madama, Media Center dell’Eurovision, il nuovo dialogo tra live club e Palazzo Civico, dove si sono svolte le discussioni e la presentazione della Camera di Commercio, che ha sottolineato la presenza di quasi 1.300 stampe del settore musicale in Piemonte, di cui 715 in città e provincia. “Ma con il contatore al periodo post-pandemia, lo spazio si è ridotto del 40% rispetto al 2019, con sole sei nove aperture”, sottolinea Daniele Citriniti, La Musica Che Gira. Con lui Salvatore Perri dell’Italian Music Festivals, Luca Bosonetto di Arci, Arianna Bargiglione di Rete Doc e Oggero, che durante la pandemia è diventato presidente di un nuovo Consorzio Musica dal Vivo.

«Lavoreremo sul tuo tremendo problema delle regole burocratiche — promette l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia —, bisogna trovare il modo per far girare meno carte. Io voglio un tavolo con pochi interlocutori che rappresentino tutti per portare a casa risultati per questo settore».

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7 maggio 2022 (modificato l’8 maggio 2022 | 13:06)

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