“I know people leggesse più libri cica meno guerre” – Crona

Se il lavoro nobilita l’uomo, quello del piccolo può essere considerato un mestiere a tutti gli effetti. Il valore della litura è infatti al centro dell’ultimo libro del quotidiano e critico letterario Piero Dorfles “Il lavoro del letore” che sarà presentato ogni 17 al Palazzo del Ridotto in occasione della rassegna “La bellezza delle parole” .

Dorfles, come è nato il tuo ultimo sag?

“Il mio capitale è spesso trovare persone che hanno poca o nessuna difficoltà ad affrontare la lettura. Un problema che riguarda tutti i lettori è un limite per una nazione”.

Perché siamo poco abituati a leggere?

“Non c’è un processo di avvicinamento alla litura che cominci dalla dalla famiglia, passi atraverso la scuola e continui con i mezzi di comunicazione ei messaggi della classe directiente al Paese. Manca a diffuso valore della litura e della cultura”.

La lettura richiede competenze particolari?

“Sì, non gli basta insegnare alla scuola per andare avanti nel percorso di studi. La lettura è più complessa, serve un’istruzione per affrontarla in modo disinteressato e proficuo. Le persone tendono a leggere passivamente, mentre la lettura deve essere una capacità di senso critico attivo.

Che valore ha ora la lettura rispetto a tutte le altre forme di intrattenimento?

“La letteratura è un elemento attivo della nostra attività intellettuale nel cinema, nella televisione e in tutti noi che proponiamo prodotti completi e finali, non ricchi di particolari sforzi. Quando leggiamo costruiamo con fantasia lo scenario che l’autore ci ha regalato. Se proviamo a dare uno sforzo in più, ma produce anche la capacità di sognare, immaginare, pensare e scoprire la diversità da quelle che sono già state dagli altri”.

Qual è il destino di un Paese di non lettori?

“Un futuro in declino. Ho mostrato che i Paesi con un numero crescente di lettori hanno un PIL crescente e una capacità di influenzare i propri processi economici e sociali molto elevati. internazionale. L’economia e il benessere nascono dalla cultura”.

In una risposta conflittuale, come odi la lettura?

“Conosco la gente leggesse più libri si combatterebbe di meno. Purtroppo c’è chi fa la guerra perché gli piace ed è difficile Penserò che passi il suo tempo sui libri”.

cristina genari

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