la genziana d’oro va al cowboy cilen di American Gaucho

Uno sguardo irrilevante, una rielaborazione del mito del cowboy applicato da un ranchero cilene. Guacho Americano di Nicolás Molina ha vinto la Genziana d’oro per il miglior film al Trento Film Festival. Un premio anche all’italiano Lassù. Tutti e premi.

Un film del ci contest si è scontrato per lo sguardo irrilevante con cui mette in scena un mito americano archetipico come quello del cowboy, dei grandi spazi del west. Lo fa con un occhio esterno, elaborandolo ad una contemporaneità in cui la migrazione provoca uno sradicamento e allo stesso tempo un’intrigante fusione di culture che lascia qualche speranza per il futuro. I rancheri cileni in trasferta tra i paesaggi spettacolari dell’Idaho sono al centro di gaucho americano hanno dato Nicola Molina chi è venuto Genziana d’oro per il miglior film del Trento Film Festival 2022. Un patrimonio di conoscenze anche all’italiano Lassù di Bartolomeo Pampaloni, se porti a casa il Premio della Giuria.

gaucho americano film segue Joaquín e Victor, tra i gaucho della Patagonia, assunti come allevatori di pecore per labore in un ranch, mostrando la complessità del vivere in una terra straniera e raccounting allo stesso tempo cosa voglia di essere altri, alieniIn stretta ad un canone di comunicazione, dato supportato dalla comune esperienza professionale, regala un rapporto simbiotico con gli animali e la natura.

“In questa tenera, ironica y interpretazione particolarmente onesta del mito del cowboy, rivisto traverso gli occhi di due gauchos della Patagonia, le culture si scontrano e tutti sognano una vita migliore. Il regist Nicolas Molina – anche direttore della fotografia – descrive magnificamente la difficoltà quotidiana dei due caratteri, mostrando che prezzo ha per alcuni il sognoamericano”, se legge nella motivazione della Giuria.

Secondo presidente del festival, mauro leghi. ”Ambiente nelle montagne lontane, gaucho americano racconta pero, una storia a noi tutti familiare. In Joaquín e Victor rivediamo i nostri nonni emigrati in Sud America o in Nord Europa per chiudere una vita migliore, ma anche le donne ei tanti uomini che arrivano in Trentino, stagione dopo stagione, per lavorare nella raccolta delle mele, nella zootecnia, nel turismo : coi loro sogni, che dobbiamo essere ingrado di esaudire, e con le loro fatiche, che e, nostro dovere reducee. L’encontro tra culture differenzia può essere faticoso, ma va affrontato con impegno e con la giusta dos di curiosità, partendo dal normale, della vita quotidiana”.

Premio La Genziana d’oro Miglior film di alpinismo, popolazione e vita di montagna – Premio Cai per il cinema foresta rosso scuro; la Genziana d’oro Miglior film di esplorazione o avventura – Premio “Città di Bolzano” per La pantera dei Neiges; le Genziane d’argento Miglior contributo tecnico-artistico a Akeji, il soufflé di montagna e Miglior cortometraggio al basco Heltzear. La giuria era composta dai registi Miguel Angelo FrammartinoHo scritto la boccaPremio Speciale della Giuria a Venezia nel 2021, e illum jacobiEsploratore e regista danese, che ha presentato l’esordio a Trento Il problema con la natura; il giornalista e critico cinematografico polacco, con sede a Helsinki, Marta Balaga; la giovane alpinista e himalaista di andorra Stephanie “Stefi” Troguet; Professore all’Università di Innsbruck Christian Quendlerresponsabile del progetto di ricerca “Delocating Mountains: Cinematic Landscapes and the Alpine Model”.

In foresta rosso scuro Splendore visivo e indagine spirituale si uniscono nelle immagini di un monastero su un altopiano innevato in Tibet, dove ventimila monache buddiste vivono Circondate da una natura aspra e isolated dal mondo. “La Giuria ha assegnato il premio per la sincerità, e l’intimo, con cui il film salva la vita di un gruppo di monaci tibetani, che affronta l’ambiente montano alla ricerca dell’illuminazione. Utilizzando le maggiori potenzialità, la cinematografia dell’epoca e da la presenza, l’anagrafe invita il pubblico a uno spazio profondo di fede e di ricerca spirituale”.

Il tour ha motivato il riconoscimento di Lassù. “Il Premio Speciale del Trento Film Festival va a un film che ha solo una grande stampa: Isravele non è un alpinista la cui scalata è arrivata ad aggiungere al cielo! Il record di LassùBartolomeo Pampaloni, ha il coraggio di unirsi a tutta la spedizione e di partire, ma, edè cio che più conta, ha dato anche la conoscenza del fermare alla quota giusta”.

“Non potevamo festeggiare in modo migliore questo settimo anniversario”, ha commentato la direttrice della manifestazione, luana bisesti. “Avevamo bisogno di rivedere in faccia il nostro pubblico e il pubblico ci ha dato una grande voglia di respirare cultura, affliggendo il Teatro Sociale, il padiglione di MontagnaLibri, il Parco dei Mestieri e tornando a compilare cinematografiche risulta come nonaccadeva ormai da anno “.

Parole di soddisfazione confermate dal responsabile del programma cinematografico, Sergio Fant. “La vigilia del Festival è stata segnata dalla volontà per l’affluenza al cinema, in caldo drammatico. Fortunatamente, finalmente Italia K2 al Teatro Sociale e dalle affollate proiezioni del primo weekend, la tensione se si trasforma in entusiasmo, riconosceremo nel pubblico lo stesso piacere di ritrovarsi in sala e subito dopo per scambiare commenti e impressioni”.

Add Comment