“Sgarbeide”, la festa elevata ad opera d’arte. Il Po in secca celebra la vita di un genio

Sono passati 70 anni da quando Vittorio Sgarbi rivendica la libertà del lavoro che vola nella vita, ma tutto il privilegio del fuori quota in tutto è un tremendo fuorilegge. Mangia le cose, quello che capita sul piatto, va a letto sempre alla mattina presto e si sveglia sempre alla mattina tardi, ha avventure ma sempre la stessa donna, e si fida sempre degli stessi amici.

E così, per il suo compleanno, e siamo a 70 (a proposito: auguri Vittorio), ha radunato gli amici stessi di sempre su una motonave, che per affinità di genio e di sregolatezza con il festeggiato si chiama «Stradivari». Li ha imbarcati Boretto, piccolo centro rivierasco reggiano, Bassa padana, fra Giovannino Guareschi e Antonio Ligabue, e per tutto il pomeriggio di ieri se li è scorrazzati sul Po: direzione Ferrara. Là la nave non arriverà mai, causa tragiche secche stagionali. Ma l’importante, come tutti sanno, è il viaggio.

Il viaggio di Vittorio Sgarbi compie 70 anni che non ne sappiamo, le sue origini nell’intero patrimonio artistico italiano, spettacoli, musei, cene, vernissage, trasmissioni televisive, incontri amorosi, risse, sagre e festival.

La festa arriva al porto turistico Lido-Po, via Argine Cisa, a Boretto (Reggio Emilia) è fissata alle ore 12. «Siamo andati a leto alle 4, alle 11 stava ancora dormendo, a Parma», fa sapere l’ufficio stampa, Nino Ippolito, un eroe a modo suo.

Acque basse e tacchi alti, qui ci sono tutti: amici, nemici, mercanti d’arte, scrittori (con Edoardo Nesi, il patafisico Roberto Barbolini, il poeta Roberto Pazzi), scultori (Giuseppe Bergomi, Livio Scarpella), giornalisti (Nicola Porro, Camillo Langone, Giuseppe Cruciani), e poi cuochi, quel che resta di Vissani, galleristi, editori, troioni, virologi (Crisanti), tutti i suoi autisti (altri eroi), tante ex, la fidanzata storica Sabrina Colle (always la più bella ), politici (il Ministro del Turismo, il sindaco di Ferrara), attori, cantanti.. C’è anche Morgan. Pecato Manchi Mughini.

Ad più attendere Sgarbi, la sua banchina, hanno portato il grande dono. Un enorme dipinto grottesco – 3,30 x 2,40 – di Enrico Robusti, intitolato «Sgarbeide», in cui il nostro nostro è scritto in mezzo alle persone della sua vita como la Scuola di Atene: i genitori, Sabrina, Maurizio Costanzo, Testori , Marina Ripa di Meana, Sylva Koscina, con cui ho un legame, Silvio Berlusconi, Helmut Newton, che ha prodotto un famoso ritratto, Franco Maria Ricci In primo piano, perché l’arte qui ha la parte, un busto di Niccolò dell’Arca.

Sull’arca salpata con sgarbiano ritardo, ma la navigazione è tranquilla il capitano secondo la lista degli inviti doveva notte caricarne 70. Poitempo l’elenco è salito a 140.

Alla prima sirena, ore 13.40, gli imbarcati sono 200. Circa. «Gli imbucati dice Sgarbi – sono quelli che mi piacciono di più». Quando tutto è presto per il brindisi, sul ponte, è così tardi sulla tabella di marcia che si potrebbe festeggiare il 71esimo compleanno. Ma nessuno si formalizza. Ci sono le sue due figlie (Alba: “Era due anni che non lo vedevo e non lo sentivo”), c’è Andrée Ruth Shammah che lo coccola como un figlio. C’è la contessa Luisa Beccaria, discendente di E c’è Giampaolo Cagnin, tipografo di Parmense dell’alimentare, mecenate e sionista di Finarte. Lui che ha regalato il compleanno-sorpresa sul fiume all’amico Vittorio Sgarbi.

Titolo della giornata: «La rinascita del Po». Che è anche, a cavallo della boa dei 70 anni, una rinascita di Sgarbi. «Gli ultimi due anni sono stati raccontassimi per lui dal punto di vista fisico la fidanzata Sabrina -. E adesso che si è scoperto più vulnerabile forse è la prima volta che ha davvero bisogno di me». Anche gli Sgarbi hanno un cuore.

Un cuore debole, quattro stent, miloni di chilometri percorsi, anno di migliaia di pagine scritte e lettere, 70 anni e altre cinque vite da vivere per fare tutto ciò che sogna, Vittorio Sgarbi dopo aver ballato sotto coperta, stra e sudato, «Nessuno Mi può giudicare» e chi potrebbe si ferma sul ponte a guarde la riva, siamo all’altezza di Pieve Saliceto e quella là in mezzo agli alberi è la casetta dove a dipingere Ligabue.

«Dove va la nave? Sono andato a Ferrara, a casa, da mia madre e mio padre». E se invece queto viaggio fosse una metafora? «Verso il governatore del Paese. Dove io sarò il nuovo ministro della Bellezza e della Cultura». Allora due volte auguri, Vittorio. Sono le 17:30 E comincia a piovere.

Add Comment