Virginia Woolf: Tutti i libri e le poesie della scrittrice nata 140 fa

critica e critica le lettere, è cresciuto in un ambiente privilegiato di un padre letterato, Leslie Stephen, l’autore del calibro di Henry James e TS Eliot, Virginia Woolf (1882-1941) è una donna in anticipo sui suoi tempi. Vibratile perfezionista determinato a sfidare ogni regola; outsider ha detto in una società innestata la sua convenzione non convenzionale. Un tempo in cui le importa se si aspetta che una signora le serva il tè conversando con grazia, produce una vasta prole e dipende dal marito in tutto e per tutto.

“Una strofa in sé”, e di per sé in modo approssimativo

Alto, snella, elegante, ieratica, Virginia fuma il sigaro. È vicino al movimento delle suffragette, sostiene le rivendicazioni delle donne inglesi per ottenere il diritto di voti, l’accesso all’università e alla carriera. Lavora, scrive critica letteraria, scrive romanzi, dà ripetizioni alle operaie in a college di periferia e conta i soldi. Conta i suoi soldi, quei soldi che sono le fondamenta dell’emancipazione: «Se una donna ha intenzione di scrivere romanzi, possedere una stanza tutta per sé”, come scrive nell’omonimo saggio del 1929, e affinché sia ​​davvero tale deve pagarlo da solo. Con orgoglio, en punta di penna, scrive. Può essere caustica: «Pe tutti questi secoli le donne hanno svolto la funzione di specchi, dotati della magica e deliziosa proprietà di riflettere la figura dell’uomo a grandezza doppia del naturale».

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“Orlando”. Essere donna, essere uomo

Lo specchio di Virginia non riflette un’immagine univoca. Uomo, donna, androgino: il protagonista di orlandodedicato alla poetessa Vita Sackville-West, attraversa la letteratura inglese cambiando la propria identità sessuale senza soluzione di continuità, dall’Inghilterra elisabettiana alla Londra del 1928. Una storia d’amore modernista e anticonformista che arriva una volta che vero classico è riproposto ciclicamente in sempre nuove versioni. l’ultimo, carne bluè andata en scena a Milano al Piccolo Teatro Studio Melato: una fiaba nera di Federica Rossellini che racconta il viaggio di Orlando, nato mutaforma sulla Luna.

“Mrs. Dalloway”, un match molto atteso

«Ciò che voglio [..] è avere l’uso incondizionato di un altro mondo» scrive Virginia nei diari. Vuole «liberare il proprio io: lasciare che trovi le sue dimensioni, che non abbia vincoli». Woolf sviluppa e affina la tecnica narrativa modernista per eccellenza: il flusso di coscienza o flusso di consapevolezza. Chi racconta è l’Io narrante con i suoi pensieri, sensazioni, percezioni, associazioni, ricordi apparentemente distrutti, mai casuali. Nel 1925 esce una delle sue romanzi più amati, Signora Dalloway. Un romanzo in cui tutto accade atraverso i pensieri della protagonista Clarissa Dalloway, l’occupazione principale è organizzare una festa per la serata. Un punto solo apparentemente leggero per un libro in cui, senza mai parlarne direttamente, allegiano lo spettro dell’influenza spagnola (oltre 50 milioni di morti fra il 1918 e il 1923), la sensazione di morte scampata, la gioia della guarigione.

«Si sentiva molto giovane; e al tempo stesso indicibilmente vecchia. Affondava mangia una lama nelle cuce; e al tempo stesso ne rimaneva fuori, osservava. [..] Sempre aveva l’impressione che vivere, also a single giorno, fosse molto, molto pericoloso». non un caso La signora Dalloway è in testa ai grandi classici riletti più assiduamente durante il primo lockdown del Covid-19 nel 2020.

“Tra un atto e l’altro”, l’ultimo romanzo di Virginia Woolf

Come la signora Dalloway aveva organizzato il suo party negli anni ’20, Miss La Trobe, punto focale di Tra un atto e l’altro, allestirà una campagna recita all’ombra incombente della seconda mundo war. Pubblicato nel 1941 e scritto nel 2016 da Chiara Valerio per Edizioni Nottetempo, Tra un atto e l’altro È l’ultima storia d’amore di Virginia Woolf. Pochi mesi prima l’autrice se fosse riempita le tasche di sassi sparendo tra le acque del fiume OuseAbitavo nella casa di campagna di Rodmell, dovevo aver scritto una lettera sul marito Leonard Woolf che si concludeva con la libertà vigilata: «Non credo che due persone possono essere state più felici di quanto lo siamo stati noi».

Dalla malattia mentale al suicidio

Malattia mentale – depressione, disturbo bipolare, psicosi indizi: quanto è importante etichettare il genio? – e la disperazione indotta dalla guerra in corso (“…a frattura nelle nostre vite”) non le avevano impedito di provare nella gioia nella stesura del suo ultimo romanzo. Vieni a scrivere nei diari: «Ho vagamente pensato alla possibilità di morire all’improvviso e ho detto ‘Beh, allora mangia, bevi, ridi e da da mangiare ai fish‘».

In Tra un atto e l’altro la storia diventa corale: godendo della tradizione del pompaspettacolo all’aperto di origine medievale, Woolf rippercorre la letteratura inglese e osserva il mondo come un palcoscenico in cui tutti diventano artisti e ciascuno rappresenta mondi diversivo, anche in chiave di genere: gli uomini le dimensioni dell’imperialismo e del capitalismo, le donne i valori della comunità, dell’unità, dell’essere ‘domestici’.

Regala “Gita al faro” a “Le onde”: tra acqua e luce

Il mondo di Virginia Woolf è definito dall’immagine dell’acqua e della luce. Alla fine del 1895 si stabilì a Talland House, la casa di famiglia a St Ives, a Cornovaglia, che gli offrì ispirazione per uno dei suoi Romanzi più noti: Gita al faro (1927). Anche il suo romanzo sperimentale, non a caso più intitolato lo fece cenno (1931), è intriso di immagini d’acqua: «Il sole salì più in alto. Onde azzurre, onde verdi a ventaglio si aprivano a riva, avvicinandosi al cardo marino, cospargendo la spiaggia di pozze di luce poco profonde» (trad. Nadia Fusini). Sei amici si contrano in un giardino vicino al mare, le parrot voci como un’eco delle where si frangono little distancei. Una storia parallela di vita che se ancoro al ritmo della natura e dirò a Virginia: «Sto scrivendo secondo un ritmo, non secondo una trama». Chi vuole riscoprire Virginia Woolf dovrà immergersi in questo mondo di acqua e di luce tessuto dalle parole, dimenticare lo smartphone y ascoltare que el rhythm.

Virginia Woolf: la guerra, l’amore per una donna. La famosa frase

Dopo la sentenza di Virginia Woolf, abbiamo anche ricordato un testo all’indomani del 16 agosto 1940. Stava passeggiando con il marito Leonard nella campagna del Sussex, non lontano dalla casa di Rodmell. È una bella tenuta e sopra di loro esplode il sibilo delle incursioni aeree. Devo se gettano sotto un albero, gli ho curato la testa. io Bombardamento nazista Stanno devastando la Gran Bretagna. La casa di Tavistock Square, a Londra, è già stata distrutta: «Potevo scorgere un pezzo della parete del mio studio ancora in piedi: altrimenti pietrisco là dove ho scritto tanti libri».

Virginia conosce la guerra di sempre: i suoi sbalzi d’umore erano il suo personale campo di battaglia. In lo fece cennouno dei personaggi dice: «Ho avuto un istante di grande ritmo. Che forse sono le congratulazioni».

Apprezzava tuttavia le cose semplici, materiali: «No si può penserò bene, amerò bene, dormirò bene, non so se va bene» (Una strofa in sé).

Venite a conoscere il regolamento dell’azienda e proprio per questo poteva dire – passando magari per uno snob: «La compagnia incessante è dannosa fintanto che l’isolamento solitario» (Giornale).

In quell’isolamento, forma la sua arte. Non scrisse poesie e tuttavia la sua prose è densa di phrasi que sembrano versi di poesia: «Vero, la poesia è deliziosa; infatti la prosa migliore è piena di poesia» (La lettera del comune).

Nessun caso, o forse sì, si innamorò di una giovane aristocratica inglese, poetessa e appassionata di architettura di giardini: Vita Sackville-West, con cui ebbe l’appassionata relazione che ispirò Orlando, dove si legge: «Finché pensa a un uomo, nessuno ha niente da obiettare sul fatto che una donna pensi».

Il secondo paradiso di Virginia Woolf? «Talvolta Penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine”, ricordando tuttavia che “L’unico consiglio che una persona può dare ad un’altra lettura è di non accettare consigli [..]».

I libri di Virginia Woolf sul film

Il carisma speciale di Virginia Woolf, il mistero della sua psiche, il talento della sua franchezza che mangia una lunga sezione di emozioni senza conoscerne il cuore, sono sorprendentemente buoni anche al cinema. Nel 2002 uno straordinario Nicole Kidman opportunamente imbruttita vince l’Oscar come migliore attrice per la sua interpretazione della scrittrice nel film L’ho pregato (Le ore)dramma psicologico Diretto da Stephen Daldry con Meryl Streep e Julienne Moore, qui sotto. Per chi vuole approfondire la relazione amorosa fra Virginia Woolf e Vita Sackville-West invece vita e virginia di Chanya Button del 2018.

Archivio Olycom/Zuma

Scena Nel 2019 londra offlinefilm antologico la parte finale è un adattamento della storia kew giardini di Virginia Woolf. Per chi ama le trasposizioni letterarie sul grande schermo c’è Signora Dalloway di Marleen Gorris (1997), con Vanessa Redgrave nel ruolo della protagonista. infinito Chi ha paura di Virginia Woolf? di Mike Nichols (1966), tratto dall’omonima opera teatrale. Sebbene Woolf non sia paragonabile, non si presenta come una rima metaforica nel titolo parole (lupo = lupo), il film racconta una violenta crisi di coppia interpretata da Elizabeth Taylor e Richard Burton: una perla cinematografica che non andrà perduta.

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Buon compleanno Virginia!

Centoquarant’anni benissimo portati per questa signora dell’elite letteraria britannica che fumara il sigaro e indossava stivali da pioggia per ara a passeggiare tra le paludi in cerca de ispirazione: «Devo reempirmi la mente di aria e di luce», scritto il 30 novembre 1939. La stessa aria e la stessa luce che ritroviamo tra le sue page, sempre attuali, sempre sorprendenti.

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