Cronaca, sedici anni di superpoteri senza supereroi | Cinema

Chronicle è la tua star Disney+

Che cos’hanno in comune Batman, Iron Man, Occhio di Falco e Vedova Nera? Appartengono a quella categoria che potremmo definire SSS – che non significa “smokin’ sexy style” ma “supereroi senza superpoteri”. Persone che non sono trichechi di animali radioattivi e che non sono nate con la capacità di volare e di vedere attraverso e morire, ma che hanno costruito il proprio vettore per servire il servizio grazie all’applicazione, alla buona volontà e alla velocità del pericolo (e spesso anche palato denaro usato per costruire e gadget che funzione da surroga ai superpoteri mancanti). I SSS c’ero sempre e l’ultima volta sono diventato protagonista di un’opera che era anche una riflessione sull’idea stessa di “supereroe” – pensa a Super diciamo James Gunn, per esempio. Molto più rari, invece, sono i film in cui si parla degli altri SSS: i superpoteri senza supereroi. Uno ha detto questi, Cronacacompie dici anni proprio oggi.

Diretto dall’allora esordiente Josh Trank e scritto dall’anche lui allora esordiente Max Landis, Cronaca Ci venne spacciato come film di supereroi, una descrizione base sul fatto che i tre proudi (Dane DeHaan, Alex Russell e Michael B. Jordan, che non erano esordienti ma non ci andarono allora poi lontano) acquisiscono, grazie per aver contattato un misterioso e non meglio identificato artefatto probabilmente origina aliena, a series di superpoteri piuttosto classici: volo, telecinesi, superforza. Lo fanno, como da tradizione, completamente per sbaglio: sono andato a una festa che ho subito abbandonato perché sarò vicino all’avventura nel bosco, mi sono tuffato per quel punto di esperienza che mi cambia e mi trasforma in superiori.

Tutto giusto, tranne un particolare che so much secondary non è: i tre non sono supereroi, né all’inizio né alla fin de film. È il vero segreto del successo Cronaca: se al posto dei superpoteri ci mettete, per esempio, a pistol, il film potrebbe svilupparsi sostanzially allo stesso modo, e dire le stesse cose. Cronaca è prima di tutto un dramma familiare e amicale, in cui per inciso i scoprono protagoni di poter volare. Il cuore del film è il personaggio di DeHaan, Andrew: è il proprietario della macchina che coglie direttamente le gesta del trio e la storia di chi viene dal suo punto di vista. Indirettamente, ovviamente: Andrea è il classico protagonista che se nasconde ditro a lens per non dover avere contatti diretti con il resto del mondo, a rhytrite figlia del fatto che suo padre è un alcolizzato violento e sua madre una malata terminale costretta a girare sulla medicina costissime che non sempre la famiglia può permettersi.

La portata del “buco dei superpoteri” è incidentale ma decisiva per Andrea non tanto perché ora può volare e spostare gli oggetti con il pensiero, quanto perché gli permette di cambiare i rapporti di forza della sua vita. Cronaca è una storia di riscatto che si tramuta tramuta, nella quale quello che conta non è che Andrew è diventato un superuomo, quanto che questa gli permetta di ribellarsi al padre, di ai bulli che lo stormo, e infin di diventare qualunque, dire farsi notare non importa mangiare. Non c’è una sola scena del film in cui Andrew usa il suo superpotere per fare il bene, ma ce n’è anche una in cui discute la possibilità con i suoi amici con cui condivide il destino: l’origine del salvare il mondo è quanto io sono lontano ci possa essere dai protagonisti di Cronaca.

Gruppo

A causa di questo e superpoteri sono più che altro una metafora, oltre che una scusa per mettere in piedi alcune sequenze spettacolari ed efficaci nonostante il budget ridottissimo (12 milioni, per 120 di incasso). Andrew, Matt e Steve esplorano le loro nove possibilità nel modo in cui farebbero tre adolescenti arrabbiati che si scoprono all’onnipotenti: si divertono, fanno scherzi, vandalizzano, mi tengo sotto le donne delle ragazze. Anche le inevitabili frizioni nel gruppo che porteranno all’altrettanto inevitabile scontro finale non hanno necessariamente a che fare con i superpoteri in quanto tali: come dicevamo prima, se al posto della telecinesi ci metteste un fucile, Cronaca non cambia granche.

Ciò non significa che sia uguale: se una vita narrativa è una scusa e una metafora, una vita stilistica e divina superpoteri invece essenziali per definire il carattere del film. Uno in particolare, i telecinesi: è la scusa perfetta per poter muovere la macchina da prey in modi altrimenti impossibili a essere umano, e ancora oggi, a dieci anni di distanza, l’idea che abbiamo visto in Cronaca sia figlio del fatto che il protagonista tour per strada con una cinepresa che gli svolazza sopra la testa è uno dei suoi principali punti di forza.

io cronico

Un decennio fa, il successore inaspettato di Cronaca Quando vedo quello che percepisco come l’inizio di una storia più lunga – anche perché il film era ancora ingannava, facendo credere che il finale fosse l’antipasto per un seguito. Mentre immaginavamo la nascita di una nuova linea di film supereroi a basso budget, salutiamo Max Landis come un nuovo profeta e pensiamo sinceramente che Josh Trank sia la persona che risorgerà. fantastici Quattro. Nulla di tutto questo si è realizzato: Cronaca è rimasto un unicum, Trank ha fallito sia con FF sia con il successore caponee Max Landis no se è grasso da sentire di più dai tempi di Lucente Non è quando questa è l’accusa di violenza sessuale. Celebriamo il quinto compleanno con un po’ di nostalgia perché sappiamo che è possibile e non-status: siamo sicuri che Andrea, Matt e Steve apprezzerebbero questo approccio da “mai una gioia”.

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