Lavoro a distanza e ibrido: 3 sterline per un lavoro di squadra di successo

Ibridomania. Dagli eccessi del lavoro ibrido all’importanza del ritmo, David Bevilacqua (Guerini Next editore, p. 176)


perche’ leggerlo
Il libro di David Bevilacqua “Ibridomania. Dagli eccessi del lavoro ibrido all’importanza del ritmo” (Guerini Next editore, 176 pagine) riflette sul futuro del lavoro post-pandemia. L’autore mette il dubbio davvero il lavoro ibrido se la soluzione dove spazi e tempi si confondo dilundo i confini tra vita professionale e quella privata.

Il libro parte da lontano, del 1986, e racconta la nascita di Internet in Italia. Non è un libro amaro se si tratta di tempi passati della “new economy” ma un’alisi degli errori fatti, delle occasioni perdute ma ache delle opportunità. Perché oltre le promesse mancate, la trasformazione digitale offre benefici inoppugnabili come ad esempio quello della riduzione drastica dei tempi di esecuzione di un lavoro, restaurando così tempo libero alle persone. Meno turni massacranti, più giorni liberi, più tempo di qualità da gastère e investire in ciò che per ciascuno ha più valore. La pandemia ha accelerato spontaneamente la trasformazione digitale del nostro modo di lavorare. Seconda volta citato dall’autore, in Italia pre-pandemia praticavano lo smart working circa 500.000 lavoratori, mentre con il lockdown altri 8 milioni di italiani se lavoravano per la loro abitazione. Questo cambiamento epocale spinge alla riflessione its come deve essere vissuto il tempo e lo spazio dello smart working. Come può l’operaio pensare a un rapporto armonico con il proprio tempo e il proprio spazio, in un nuovo modo di lavorare? Chi avrebbe bisogno di un aggiornamento, un aggiornamento del sistema come se fosse diretto in ambito informatico, richardandosi di chiedersi sempre, come diceva Amory B. Lovins: “la tecnologia è la risposta, qual era la domanda?”.

messaggi chiave:
● La trasformazione digitale offre la possibilità di essere più produttivi rispetto alla parità di ore di lavoro.
● Dal lavoro ibrido nasce il concetto di contrapposto il ritmo: più che mischiare e ibridare lavoro e vita privata, è necessario avere ambizioni separate e variegate per ricorporli in modo sostenibile.
● Riprendersi el tempo vuol dire organizzare anche incontri con chiare agenda, un numero ristretto de partecipanti, argomenti da discutere e decisioni per fare un benefinitivo.
● L’ufficio, secondo l’autore, è centrale nell’ecosistema di un’attività intensa come comunità di interesse, nella divisione di un ambito e di un sistema di valori.

Chi è l’autore
David Bevilacqua è il CEO di Ammagamma, una società di data science e intelligenza artificiale. Ha lavorato in Cisco per vent’anni ricoprendo ruoli apicali, in Italia e all’estero. Relatore invitato a venire a TEDxCesena e TEDxPerugia.

Smart work ricaricatoLuca Pesenti, Giovanni Scansani (Vita e Pensiero, p. 208)


perche’ leggerlo
L’esperienza del lavoro a distanza vista durante questa pandemia non è definibile smart working e tanto meno lavoro “agile”. L’obiettivo del lavoro “a distanza” era quello di “evitare la diffusione del contagio da Covid-19, consentendo al momento la prosecuzione a distanza di tutte le possibili attività lavorative”. Oggi ho condiviso il libro “Smart Working Reloaded” (edizioni Vita e Pensiero, 208 pagine) di Luca Pesenti (professore associato di sociologia alla Cattolica di Milano) e Giovanni Scansani (dirigente e professore a contratto presso questo Ateneo).

Un libro che attacca la retorica della “Nuova Normalità” che predice un futuro fatto di lavoratori sdraiati in spiaggia oppure ritornati a vivere e lavorare al loro borgo natìo. Proprio per smentire queste ed altre utopie narrate en el corso di questi ultimi due anni, il libro approfondirà il tema del lavoro “agile” attraverso l’analisi della ricerca nazionale e internazionale sul suo tema e quella della case-history di aziende che in il libro hanno raccontato la loro esperienza (commercio: Amplifon, Comau, Davines, Enel, Findus, ING Italia, Lamborghini).

Per gli autori è nei processi trasformativi di “print 4.0” e nella sua trasformazione del lavoro standardizzato e burocratico che sta realizzando il lavoro “intelligente” nelle organizzazioni, a volte, davvero “agili”. L’evoluzione tecnologica da sola non basta. È necessario sostenere un’evoluzione culturale, umana e professionale che deve partire dall’imprenditore e dal manager, e che dovrebbe favorire la liberazione dei potenti soggettivi del singolare.

Il libro offre una ricca costruzione del quadro progettuale del “lavoro agile” indicando che è possibile farlo e nuovi paradigmi che sono i lavoratori intelligenti che non prendono parte a questo processo. E il tema della partecipazione delle organizzazioni sindacali a tutte le organizzazioni sindacali, semina una nuova chiave di lettura che implica un diverso dinamismo rispetto all’impostazione tradizionale dell’attività: fiduciaria, corresponsabilità, delega, discrezionalità operativa, cooperazione e attenzione ai risultati.

messaggi chiave:
● Il lavoro è, ache, relazione: tra colleghi, con la risposta organizzativa, con il (en el) luogo di lavoro.
● Assicurati di mantenere la possibilità di offrirti tecnologie attuali e future che ti consentiranno di liberare manodopera per molto tempo, ma rischierai di perdere il nucleo degli elementi che determinano il lavoro autenticamente sociale in quanto tale, “umano”.
● Ragionare di trasformazione del lavoro e di organizzazione d’impresa significa, anzitutto, allontanarsi dal rischio del significato che il lavoro ha nella sua vita della persona e delle aziende, colei che non sente il prezzo e continua con il crescere impatto della tecnologia hanno sulla vita di ciascuno.

Chi sono gli autori
Luca Pesenti
: Professore Associato di Sociologia all’Università Cattolica, dove insegna Organizzazione e Capitale Umano e Attori e modelli organizzativi del wellness privato ed è membro dello Steering Committee del WWELL Research Center (Welfare, Work, Enterprise Life Long Learning) e Direttore Scientifico Esecutivo Docente Terzo settore e Impresa Sociale (EMTeSIS) di ALTIS. Svolge attività di ricerca e consulenza per organizzazioni no profit, aziende e soggetti pubblici. Tra le più recenti pubblicazioni si segnalano “Protagonisti della rappresentanza” (con I. Pais e G. Rovati, 2018), “Il Welfare in azienda” (II edizione 2019), “Welfare Aziendale: e adesso?” (con G. Scansani, 2020).
giovanni scansani È professore a contratto presso l’Università Cattolica, dove coordina il Laboratorio per la Progettazione dei Progetti di Welfare. Già CEO di società appartenenti a gruppi internazionali attivi nel settore dei servizi per il benessere individuale ed organizzativo è oggi consulente di organizzazione del lavoro e benessere aziendale. Giornalista pubblicista, collaboratore di numerosi test specializzati in Gestione delle Risorse Umane. Con Luca Pesenti ha anche pubblicato “Welfare Aziendale: e adesso?” (Vita e Pensiero, 2020).

Rivoluzione del lavoro a distanzaTsedal Neeley (HarperCollins, p. 218)


perche’ leggerlo
Il rapido cambiamento e il provocatorio precedente del Covid-19 non hanno accelerato il passaggio al lavoro a distanza, determinando negli ultimi tempi un drastico cambiamento nell’interesse delle organizzazioni, duraturo e di squadra senza difficoltà di adattamento. Questa massiccia transizione gli è costata molto per progredire rapidamente nella sua transizione digitale accogliendo il nuovo pappagallo, costringendo il lavoro a distanza e consentendo potenzialmente a tutte le persone di questo prodotto di farlo. Mail lavoro da remoto ha allo stesso tempo sfide come la necessità di trovare uno scopo e una comunicazione chiari.
Fornendo soluzioni convenienti e di base per provare una ricerca e altri problemi urgenti, Remote Work Revolution è un’utile guida alla gestione del lavoro in team a distanza, nonché di persone con un paese, una lingua e un background culturale diversi. Il volume ha un tag oltre a uno pratico con un calendario per l’autovalutazione per l’assistenza e un team da raggiungere e risultati in modo efficiente e tempestivo. A seguito del consiglio di Neeley, ea seconda del grado di violazione della norma del percorso, utilizzare con successo l’opera a distanza dal punto di osservazione dei propri stessi, del gruppo dei pappagalli e, in breve, dell’organizzazione dei pappagalli.

Messaggi chiave:
● Osservare, fermare e determinare le informazioni utilizzate per discernere quali azioni e progetti promuovere una maggiore condivisione del lavoro.
● Condividi alcuni dei più della tua vita personale: da lontano, parlare dei propri figli, passioni, interessi esterni al lavoro ecc. E’ un modo efficace per rafforzare e legare la persona del team.
● Approfondisci la risposta e le condizioni in cui un collaboratore da remoto: può disporre degli ambienti e degli strumenti migliori per dare il massimo e garantire prestazioni efficienti?
● Offre strumenti di collaborazione remota per l’autovalutazione del prodotto remoto (scadenze, programma di autovalutazione, per fornire e ricevere feedback, ecc.)
● Dare un taglio col controllo e il monitoraggio: il lavoro da remoto presuppone una buona dose di autonomia.
● Lavora sul tuo scopo e sui tuoi obiettivi di squadra e dell’organizzazione: chi lavora da remoto richiede chiarezza su questi due aspetti chiave.
● Non avrò paura della tecnologia: il digitale è fondamentale per il lavoro a distanza, ma chi usa videochiamata, Zoom ed e-mail creerà solo problemi. È riflettere utile sul modo in cui gli strumenti possono essere usati in modalità sincrona e asincrona.
● Poni domande (giuste): chi lavora in team globali con magari differenze culturali e linguistiche deve vedere la possibilità di comunicare in modo efficiente.
● Scegli un codice (lingua, prasi, procedura) valido per tutti.
● Incoraggia ogni collaboratore alle esigenze personali e professionali, senza sottovalutare le difficoltà legate all’isolamento.

Chi è l’autrice
Tsedal Neeley firma Business Administration alla Harvard Business School. Esperta di lavoro a distanza e globale, strumenti digitali e Leadership nella trasformazione digitale, dirige il corso MBA in Leadership e Organizational Behavior. Co-presidente dell’offerta esecutiva Leading Global Businesses, è l’autore del libro pluripremiato, The Language of Global Success. Il suo lavoro è pubblicato sulla sua rivista internazionale e citato da BBC, CNN, Forbes, Financial Times, MarketWatch, New York Times, Nikkei, NPR, Wall Street Journal e The Economist.

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