Il Salone del Libro di Torino si apre al mondo: pace, diritti civili e sostenibilità

TORINO. La «guerra non restaura i diretti, cavalca finisci i poteri». La citazione scritta in giallo sullo sfondo aggiungeva una frase della politologa Hannah Arend è fatta apposta per atrarre lo sguardo dei visitatori che interranno al Salone del Libro. Nel padiglione 1 sulla sinistra, infatti c’è la Casa della Pace realizzata in fretta e furia «perché nessuno poteva immaginare che sarebbe il 24 febbraio scoppiata la Guerra en Europa», Nicola Lagioia racconta mentre arriva trafelato in questo pomeriggio al Lingotto. Lì si potrà partecipare alla raccolta fondi con cui saranno accquistati libri per i profughi ukraini ma anche per sostentamento i progetti di litura entro le carceri e negli ospedali. Sul lato opposto del padiglione, invece, c’è lo stand del Torino Pride. Nell’Oval, invece c’è il bosco degli scrittori con mille piante realizzato in collaborazione con la casa editrice Aboca. Lì, domani alle 12.30, terrà la sua lezione Amitav Ghosh, scrittore e antropologo indiano.

Ritmo, direzione, sostenibilità. Il pulsante dei Cuori Selvaggi – il tema dell’edizione 2022 – spingerà il flusso dei lettori a fare i conti con i teni al centro dell’attualità nazionale e internazionale, «una scelta voluta» secondo il direttore del Salone mentre gli diceva : «Noi siamo pronti, aspettiamo i lettori».

Il Salone del Libro: il programma, gli ospiti, gli eventi. Il Cammino con Amitav Ghosh e Maria Falcone

cristina insalaco


E en quell’essere pronti c’è l’orgoglio per aver immaginato e trasformato le aree, su cui svetta l’incompiuto grattacielo della Regione Piemonte, in un «villaggio della letteratura, della musica e dell’arte», come ha spiegato Lagioia in una recente intervista. Un paese che non è altro che grande – 110mila metri quadrati con ampio uso degli spazi esterni, e tanti popolati, almeno per quanto riguarda gli editori: 893 in tutto, «il 4/5% en più del 2019», racconta Silvio Viale, presidente di Torino città del Libro.

E come in tutti i villaggi ci sarà spazio per il cibo con due grandi batterie di cucine systemat nel piazzale tra il Lingotto e l’Oval con tavoli e sedie per consumare e riposarsi. E in quella grande piazza ci saranno anche un campo da tennis, la zona di Calciobalilla e un grande palco dove si alternano musica e parole. Senza dimenticare le tre nove aree per le conferenze – Viola, Bianca e Marengo – che gli operai stanno finndo di montare e che saranno anche attrezzarsi con l’impianto di condizionamento, fondamentale e necessario dato che la temperatura esterna tutti i quindici del pomeriggio supera i 30 gradi .

L’eredità più evidente lasciata dal Covid è legato agli spazi dentro i padiglioni: corridoi più ampi e stand più distanziati. Per il resto è un ritorno alla normalità. Unico obbligo: indossare la mascherina Fpp2 dentro e fuori dai convegni. Rispetto ad ottobre sono augmente gli spazi gestiti dalle Regioni la maggior parte si concentra all’Oval attorno allo stand del Friuli Venezia Giulia, regione ospite dove ci sarà anche un ampio spazio per la poesia. Colorate luminari, invece, dominano l’area istituzionale pugliese. L’area dedicata ai giovani lettori, creata con la Compagnia di San Paolo, cresce anche Bookstock. Lì c’è ache l’arena – inaugurazione con Maria Falcone, che racconterà agli studenti le battaglie e il lascito morale del fratello Giovanni a 30 anni dal suo assassinio. Ieri le «artenaute» del dipartimento Educazione del Castello di Rivoli sotto la guida di Anna Pironti e Paola Zanini, sta ultimando l’allestimento, «una serie di segni pittorici per configurare i cuori selvaggi» che hanno caratterizzato l’arte – di Keith Haring a Banksy a Basquiat – dal Novecento.

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