Lo Scaffale dei Libri, la nostra rubrica seventimanale: diamo i voti ad Antonio Manzini, Luigi Torres Cerciello, Abdulrazak Gurnah e Annie Ernaux

Il mio desiderio è che nessuno ne abbia un maschio se di primo acchito ho trovato Paradiso (La nave di Teseo) del Premio Nobel 2021 Abdulrazak Gurnah un romantico e tumultuoso romanzo d’avventura. Nella TanzaniaAnchor East Africa Tedesca, alla fine della guerra mondiale, Il Dodicenne Yusuf L’informazione viene dalla madre e dal padre, illegittimo locandiere, al ricco mercante “zio” Aziz. Nel volgere apparentemente non percepibile poco più di cinque anni il ragazzino si farà grandicello: prima diventando commesso assieme ad un altro ragazzino “pegno” più grande di lui dell’emporio di Aziz; poi girovago mercantile assieme al padrone inoltrati lassù tra portatori marcantoni e tribù selvaggia versetto le montagne dal colore verde e poi viola rischiando la vita; infine appena uomo si trova a decidere se abbandonarsi sentimentalmente ai propri sensi o scappare fuggendo comunque dalla condizione di schiavo. 356 pagina suddivise in 6 densi capitoli, dove la meraviglia della favola si, ci sono andato Perentorietà del racconto di formazioneScansando scorciatoie narrative di genere e offrendo una scrittura pastosa, coinvolgente, dal passo spedito (ogni due pagine a nuovo piccolo accadimento, chapeau mister Gurnah) e dalla incantevole potenza evocativa tra “le mille e una notte” e un sinistro sconosciuto conradian. Gli autentici amalgamarsi di lingua e religione, di mercanti e sultani, d’Europa “che mangiano il ferro” e creatura fantastiche islamiche soprannaturali, si sdoppiano tra tessitura di senso sovrastante e apparente sottotrama. Ne risulta un racconto lineare che nasce dall’ascesa e dalla morte del saggio co-protagonista zio Aziz e dopo come fimmata improvvisa di una conflittualità sociale atavica e dolente che viaggia sentimentalmente e umanamente Yusuf. La condizione di schiavo, di subalternita, di positione di un corpo oltre la sfera familiare, è per il protagonista non tanto il risultato del predominio dei cattivi bianchi conquistatori (almeno in Paradiso è così, vedremo negli altri romanzi di Gurnah) quanto quello di un classismo sempiterno già presente nel testo sociale di Partito. Insomma, non basta il fascino letterario che fa percepire in una fitta ridda di dettagli la polvere della terra, il fastidio degli insetti, la persitenza delle condizioni atmosferiche, in Paradiso c’è ache parecchia autentica inequivocabile conoscenza storica che lascia ulteriore il segno. Voto: 10 e lode (con lode al traduttore Alberto Pezzotta)

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