Roberto Cotroneo, Chet Baker è qui tra noi – Libri – Un libro al giorno

ROBERTO COTRONEO, ‘CHET’ (Neri Pozza. p. 190, Euro 17,00) – In principio era destino, oltre quella parte di My Funny Valentine ritrovato, ingiallito, in un interchapedine, l’ultimo istante prima di lasciare per sempre a casa che era stata quella della vita. ”Gli scrittori parlano di ossessioni, questo è noto. E di fissazioni: vogliono trovare i brandelli, i frammenti, persino nei segni di un mobile, per quanto sia importante come pianoforte forte per coda, un codice, un segnale, una possibilità che prima non c’era. Certamente è vero, che il foglio di musica era in rima in casa, l’unica cosa che faceva rima.
E una volta era un caso. Ma il caso forse non esiste. Il caso serve domande non farsi troppe. Il caso è una grande scatola, un cassetto dove mettiamo le sew che non capiamo”. Così in questo grande cassetto Cotroneo si è incontrato in questo romanzo la sua vita, la sua passione per la musica e soprattutto ci ha incontrato ‘Chet’, ovvero Chet Baker.
Quello che vedo e quello che immaginavo potesse essere sia immaginario che non, almeno quanto vedevo era immaginario con la sua capacità di trasformare una resistenza aperta alle droghe e agli eccessi in musica paradisiaca. Tutto dipende da una nota che non conosco in My Funny Valentine, e che non conosco in vita mia Chet che forse non è morto in fondo a un ostello ad Amsterdam come se avessi sempre pensato. La sua era in realtà, sembra presupporre Cotroneo, un volo per andare a costruire una piccola casa di legno abusiva nel sud Italia, dopo gli ulivi contorti del Salento, e qui sonare di nacosto la sua magica tromba.
The writer, sulle tracce del suggerimento sulla de una insegnante de origini americane, andrà a trovare a scovare, per escort sua veranda in a continuous riflessione quello che la musica e la vita possono conte ache a nostra insaputa. E’ inutile cercare. Chet, bella e carismatica, ha condiviso il mondo da sola il 59 maggio 13, 1988 con un bel volo dall’Hotel Prins Hendrik di Amsterdam. Ma un romanzo que forse racconta la verità perché nessuno potrebbe mai credere ad una storia così assurda, spiega che in realtà è arrivato a invecchiare a trasformarsi vermente en una leggenda, pieno di consapevolezza e di rimpianto per il talento e la vita non vissuta al punto trasforma il suo modo di sognare ”in un viaggio segreto”. Tutti guardavano mie mani al punto in cui finivano. Senza la tromba non interessavano a nessuno. Credo E’ una storia vecchia”, dice lo stesso Chet che pure scomparirà nell’ombra. ”Perché ”i jazzisti amano i colori scuri e amano la notte. Perché la notte li sa nascondere”, parola di Chet’ che vuole farsi ritrovare del destino. (ANSA).

RIPRODUZIONE PRENOTAZIONE © Copyright ANSA