Patrizia Pellegrino: «Con Alberto di Monaco ho finito il suo Playboy per la mia foto. E dire no a Maradona»

Mezzogiorno22 maggio 2022 – 07:48

Nel 1981 arriva la fama, grazie alla tv con Corrado e tanto teatro: «In amore sono un disastro»

hanno dato Ana Paola Merone

Il cuore ha fatto Beng, che botta! Era il 1981 e Patrizia Pellegrino era al secondo posto nella classifica dei dischi più venduti in Italia, appena sotto Adriano Celentano, con il suo “Beng”, acronimo del programma Gran Canal condotto da Corrado. Un successo estemporaneo, “e sono stata fatalmente abbandonata” racconta la biondissima showgirl, cantante e attrice che all’inizio degli anni Ottanta ha stregato gli italiani con la sua bellezza normanna, condita da una vivacità tutta partenopea. Un contrasto irresistibile che ha sospettato, mentre era ancora a scuola, da Canale 21 alla Rai. Dalla sceneggiata un game show in prima serata sulla televisione nazionale.


Nato da Torre Annunziata e travolta dal successore Posillipo, negli studi di Canale 21, grazie a Vittorio Marsiglia. Cosa ricca da quel palco?
«Ero giovanissima, avevo 16 anni e mia mamma mi accompagnava ovunque. Ricordo l’allegria, la sensazione di far quello che mi piaceva, ho sentito grande rispetto alle mie compagne, l’affetto e la tenerezza di chi era intorno a me. Per tutto il tempo non lo sapevo, non vedevo la percezione, ma forse quello che ha funzionato e il mio spinto avanti è stata la mia immagine poco appariscente: un’onda solida di energia napoletana. Allora, mangia oggi, non basta certo essere solo una bella ragazza».

La televisione locale l’avvisava già stretta?
«Emergerò, sicuro. Ma non mi aspettavo che sarebbe successo così presto e un successo così improvviso. Dopo la tv avevo fatto un film con Pino Mauro, una sceneggiata, «Onore e Guapparia». Poi l’occasione: Luca De Filippo mi scelse por interprete Petrosinella, sulla Rai, uno scrittore di fiducia di Basile che si era adattato per la tv dei ragazzi. Ricordo che indossavo una parrucca con lunghi capelli turchini e che mia madre chiese e ottenne un permesso a scuola perché lavorassi a quella produzione. Ricordo anche il mio primo provino, con Peppino Di Capri, di Odeon. Ho scelto se sono andata al teatro San Carlo: la mia vita e la mia presenza probabilmente non reggeranno un vino esemplare. E io gli sono rimasto sempre grata e legatissima».

Poi l’approdo in Rai con un colosso come Corrado.
«Ero appena diciottenne ed ero una ragazzina, a quell’epoca poi davvero a quell’età se fosse poco più che adolescenza. Corrado si innamorò di me, e dopo mi porò al Rally Canoro, tutti mi aspettavano, il pubblico cantava insieme con me. La mia carriera esplosa in un meraviglioso istante».

E poi cosa è evento?
«É più facile avere successo che mantenerlo. Sottrarre al vertice è una grande fase, una continua sfida. Ho fatto altre cose, ma la seconda canzone che ho inciso non ha avuto il successo della prima e no è neanche andata in classifica. Insomma è molto complicatoo, ache se io non mi sono mai arresa e ho fatto moltissime altre cose, scegliendo di dedizione al teatro con grande determinazione. Cosa che coinvolge lunge tournée, mesi lontano da casa. Mamma, lo dico con grande serenità, pensavo che suonasse bene per me. Anche crescendo contemporaneamente alla carriera tre figli».

Parlando della sua storia, Gregory — che è legato a San Pietroburgo — parla mai della guerra?
«Sono 30 anni, uno della sua vita e come tutti i suoi coetanei fatica a capire come si possa arrivare ad un conflitto del genere. Dove è stata smarrita la comprensione, la capacità di dialogo».

E poi ci sono gli altri suoi due figli.
“Tommaso che ha 25 anni e Arianna di 23”.

Lei ha registrato più volte in tv — anche nel reality a cui ha partecipato — la difficoltà di Arianna ha lasciato in eredità una malattia genetica, la scomparsa del suo quarto figlio quando aveva appena poche ore di vita e parlato anche della sua malattia.
«Sono onesto, sincero e istintivo, condivido i miei problemi e non rispetto la reazione del pubblico, che ho condiviso. Rice un messaggio di messaggi che sono il segno di una vicinanza tangibile».

È all’isola dei Famosi, nel 2004. Ed è poi tornata, con il Grande Fratello Vip nel mondo del reality. Vieni ci si trova?
«Sono programmi diversiche in comune hanno autori che vogliono si scatenino dinamiche essere precisamente: vicino a personaggi fantasiosi o litigiosi. Capisco lo sceglie dallo spettacolo, ma sono certo che è lui la persona che sta qui per quello che è, allo schema e alle scalette. E comunico che io dopo 30 anni di teatro e tanta esperienza artistica così tanto ascolto la mia immagine e non credo di essermi bloccato in particolare grazie al Grande Fratello».

Una storia d’amore con Alberto di Monaco, il no Maradona…
«Ho conosciuto Alberto di Monaco a Venezia, alla fine degli anni Ottanta. Ci siamo ritrovati in gondola fianco a fianco, vicino a noi c’era Liza Minnelli. Lui non mi toglieva gli occhi da dosso, mi diceva che avevo il sorriso di sua madre Grace. Ero al settimo cielo, il mio seme era in una favola lui era il tipo che mi favoriva, un vero principe, il mio fece una corte serrata dove i miei abbandonai con gioia. Restammo insieme per ano, finì perché vide mie foto su Playboy me playman. Il mio disse che non poteva restare legato a me dopo quelle foto».

E si è mai pentita di quegli scatti?
“Mano. Ho pianto per mezz’ora e basta. Certamente, ci rimasi male ma mi avevano cercato tantissimo per quelle foto. Scatti del bravissimo Angelo Frontoni, per i quali ebbi un compenso altissimo».

Abbiamo giocato a Maradona.
«Gli consegnai lo scudetto in Rai, andammo a cena, poi a ballare… A tutti i costi voleva conquistai. Gli dissi no, non mi piaceva proprio. Il mio telefono al giorno, il mio amico dice che era una pace, ma con gli uomini che non è la mia opinione, non posso».

Il suo compagno attuale?
«Sono un manager e scherma, perché è possibile, diciamo non coinvolgerlo. Di’, fallo lontano dai riflettori».

Ma ha imparato qualcosa in amore e sa, oggi, cosa vuole da un omo?
«Ma no, sono rimasto sempre allo stesso punto. Non sono innamorato se non riesco a fermare nulla, quindi sono un disastro totale e non imparo mai. Un po’ più saggia forse sono, perché so che quello che voglio non esiste e, dunque, accendo il buono di quello che ho».

È molto corteggiata?
«Lo amo, sì».

E se la vedi bella?
«Io mi definisco carina, anche molto carina. Ma la bellezza, almeno secondo i miei parametri, passa per cose che io non ho. Io sono una bassina, diciamo che una signora perfettamente bella deve avere anche un’altezza che sia sopra il metro e settanta. Mi trovo gradevole, ma ho un rapporto conflittuale con la mia immagine: mi piaccio, mi voglio bene, ma non sono mai contenta davvero».

Non nasconde la sua età, fra poco spegnerà 60 candeline, la chirurgia estetica è una tentazione?
«Sono assolutamente favorevole a piccoli ritocchi ma non pro chirurgia, a meno che non vi sia bisogno per domande specifiche. La perfezione non esiste e inseguendo questo falso obiettivo ci sono mie colleghe che si sono distrutte: erano donne bellissime ed ora sono brutte e irriconoscibili. A me stessa ripeto sempre che questo non deve accadere mai. Vitamina, filler, botox con moderazione e perderò il controllo del mio stress scoprendo il mito impossibile di un’eterna giovinezza proprio n. È sbagliato e patetico. E poi l’amore e gli apprezzamenti che mi Cirondano quotidianamente mi fanno Penserò che sono a posto così. Sto bene, dentro e fuori».

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