“Verrà il giorno, verrà la notte“ Per Delle Rose la pittura è filosofia

di Cecilia Casadei L’arte di Antonio Delle Rose in mostra ai Musei Civici con “Verrà il giorno verrà la notte“, titolo comune di una lirica composta da questo autore e la cura di Bruno Ceci. Le donne, gli uomini del figurativo di un pittore che riflette sulla forma e l’essenza della natura umana. La sua capacità tecnica e stilistica di restituire lo spirito vitale di una serie di persone nella dimensione ciclica del futuro. Il loro non è una semplice presenza per una vibrante traduzione visiva che restituisca bellezza. Caratteri in grado di dare la figura e il valore di una nobile produzione artistica, di consacrare la poetica dell’interprete di un’arte che se si rivela come un viatico, sintesi perfetta di una storia che abbraccia l’umano nelle sue sfaccettature. Nato a Lecce nel 1953, Delle Rose vive e lavora a Pesaro, pittore e poeta con numerose pubblicazioni al suo attivo, il suo aspetto composto, il suo vestire elegante e il suo aspetto un po’ austero, il suo mestiere della pittura gli acconsentono ad entrare in un Territorio di libertà e dell’arte viva come testimonianza, privilegio, aspetto irrevocabile dell’esistenza. Intorno alla fine degli anni ’90, dopo il linguaggio informale con cui esordisce nel contesto dell’arte visiva, e un viaggio espositivo con cui ha coperto anche New York e Dusseldorf, sente forte il bisogno di riappropriarsi della figurazione, di tornare ” all’ordine” del linguaggio pittorico. Assecondando la differenza che metto in superficie dal linguaggio provocatorio e dal sensazionalismo del presente, Delle Rose crea una galleria di personaggi maschili e femminili in un’ammaliante pluralità di riferimenti estetici. Dipinge volti e figure di uomini e giovani donne che collocano in una narrazione un impianto raffinato e guai a chiamarlo artista, unterme che preferisce lasciare all’ambiguità del contemporaneo. Disegno i grandi oli del corso espositivo riflettono la sensibilità e il …

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