Festival di Cannes 2022, il teatro della vita di Valeria Bruni Tedeschi omaggia il suo maestro Chéreau con Les Amandiers

Reciterò vuol dire rischiare. Perché la verità è un tesoro difficile da conquistare, servire a mettersi in sottofondo d’oro fino, e conservare infatti alla morte per sorridere alla vita. Valeria Bruni Tedeschi ha imprigionato alla lettera l’insegnamento del maestro, il grande drammaturgo e cineasta Patrizia Chereau, alla cui scuola e Teatro Nanterre-Amandiers è formato nella seconda metà degli anni ’80. E quale celebrazione del suo mentore, ma anche quale ricordo di que el fondamentale della sua esistenza ha scritto e diretto Le Amandiersil suo sesto lungometraggio e il secondo in concorso sulla Croisette, ennesimo saggio autobiografico ma non per questo privato del respiro universale. Perché accanto all’omaggio a Chéreau saw è quello all’recitazione artistica e teatro che è un termine terapeutico e metonimico per la crescita, la relazione, il dolore e il dolore, e nella sintesi dell’esistenza nel senso alto e alla fine del termine. “Questa scuola ha presentato per me un capitolo fondamentale, se professionalmente che umanamente. La persona che ha contratto in cui ho risposto e l’ha vissuto con un pappagallo ho vissuto hanno lasciato un’impronta indelebile nella mia esistenza che tuttora mi condiziona ed emoziona” ha spiegato Bruni Tedeschi.

È evidente che I dietro al volto e alla spiccata emotività della ventenne Stella si celi l’identità de Bruni Tedeschi, l’artista italo-francese ha realizzato un bellissimo non-ritagliarsi né un cameo nel film riservando l’intera scena a cast giovane e brillante (tra cui l’ex compagno Luis Garrel), spirito vibrante di quest’opera accattivante e le meglio riuscite dalla sua filmografia del registratore. Elabora la materia di un’ancora di memoria vissuta, optando per un registro evocativo che abbraccia l’immaginario fotografico d’epoca, alternativamente strappa i polmoni dei suoi polmoni e la sua risposta ambientale e il primo dei suoi protagonisti, sempre accarezzati nel dinamismo del pappagallo agire guidato dalle passioni giovanili, dal correre e rincorrersi, vivere l’attimo fuggente come se non ci fosse un domani. “My ricordo che questa erano confusione Chéreau e Romans to incoraggiarla per noi, volevano che rimuovessimo i confini tra la vita e il lavoro” ha aggiunto la regista/attrice.

Il romanzo di formazione di questo gruppo di post adolescenti speranzosi di calcare i massimi palcoscenici mondiali oi set hollywoodiani è – como ogni percorso evolutivo – segnato dalle prime profonde ferite, intime e sociali, como la diffusione dell’eroina, il flagello dell’Aids (Suo fratello vi morì) o dalle semplici delusioni d’amore che a quell’età semplici non sono, se non dalle esclusioni dal cast del Platonov di Čechov che Chéreau selezionato dal suo Grand Theatre e che poi, nel 1987, diventerà un film Proiettato proprio a Cannes e proprio da Valeria Bruni Tedeschi, che con quest’opera raffinata torna a casa sua.

Insieme a questo, il concorso internazionale della 75a edizione del Festival di Cannes non ha offerto cose belle come “colpi di fulmine” o film che potrebbero far divertire capolavori nella storia del cinema. It was good ma non memorabili sono le test del cineasta svedese Palma d’oro nel 2017 con The Square, Ruben Ostlund (triangolo della tristezza) e del newyorkese amato dai cinéphile Giacomo grigio col suo autobiografico Tempo di ArmaghedonDisattese sono invece le aspettative attorno ad altri autori blasonati, come il francese Arnaud Deplechinche ha portato sulla Croisette libero et soeur forse il suo film modesto e quasi sicuramente più il peggiore del concorso 2022, e il romeno Christian Munguiu – Palma d’oro nel 2007 con il suo sole splendente 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni – ha presentato un buon lavoro ma non eccellente, NMR. Poche emozioni sono arrivate da EO del maestro polacco Jerzy Skolimowki Mentre grande dignità cinematografica hanno offerto i lavori dei meno non scandinavo-mediorientali Tarik Saleh con il solido ragazzo del cielo me alì abbassi con il notevolissimo ragno santo.

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