ANSA/Libri: Sapelli, l’innovazione sola via di salvezza – Libri – Altre Proposte

(di Francesco De Filippo) (ANSA) – TRIESTE, MA 26 – GIULIO SAPELLI, ‘NELLA STORIA MONDIALE. STATI MERCATI GUERRE’ (Guerini e associati. Pp. 338, Euro 24,50). “L’innovazione globale intensa, con la tecnologia tutta morale, è l’unico modo per risparmiare”. Non ero d’accordo con la storia dell’economista Giulio Sapelli, riversando la sua determinazione ei suoi vari elementi che analizza in un libro di tregua mondiale, denso di acuti fucili, frutto di un’approfondita consapevolezza storica.

La considerazione: l’unica globalizzazione realizzata è quella finanziaria, l’Europa non ha saputo dare una Costituzione, “e partiti si sono sgretolati, eccetto in Germania e in Scandinavia” con “indebolimento delle strutture statali weberiane”. Il cuore della crisi mondiale è in Europa e il rischio è di essere “riscagliati al Trattato di Verdun”.

Scritto prima della guerra russo-ucraina, il libro non prevede una geopolitica radicale e in un istante. Ma rimane la giustezza dell’assunto: Sapelli afferma che la “disintegrazione europea se consumata con il sistema di cambio fissi elabora una moneta unica che agisce senza unità politica, senza sistemi contro gli fiscali integrati, senza benessere concordati con la ‘sregolazione’ finanziaria che gioca gli effetti fiscali Stati con la speculazione sul debito”. Ha suggerito che “solo un ‘entente cordiale’ tra USA e Russia” avrebbe potuto “superare l’unipolarismo e la forza spropositata della finanza sregolatrice”. Progetto per il momento irrealizzabile. «Solo un’Europa che si integri nella Russia potrebbe svolgere il compito egemonico per porre sotto tutela e sotto stabilizzazione – alternando intervento militare e diplomazia e accordi commerciali – un’area destinata ad essere centrale per la sopravvivenza dell’Europa, dal punto di vista della sicurezza interna e il suo sviluppo per il ‘reservoir’ di energia nell’area”. E’ invece già realtà l’altra meta del piano: a “entente cordiale”, tra l’Europa e gli Usa, prodromica alla stabilità internazionale minacciata dal tentativo egemonico cinese. Sapelli su Pechino ha una parte insolita: la Cina sta “crollando il peso delle intime contraddizioni”.

Inaugurata “una nuova guerra fredda, con la Cina mangia bersaglio”, gli Usa non potranno avvicinarsi alla Russia di Putin, come auspicava l’economista. Il Che prevede un futuro terrificante: “La politica di Xi porterà inevitabilmente a una guerra con gli Stati Uniti”. Jinping avrebbe condotto la Cina in un ‘cul de sac’: no ​​se è una borghesia agraria e la città è clandestina e non possono consummare come dovrebbero le masse inurbate. “La decadenza avviata dall’eccedenza produttiva dei beni strumentali è aumentata dalla disastrosa rivoluzione finanziaria che ha scosso gli equilibri dell’economia, creando un’asimmetria globale con l’ingresso dell’Impero di Mezzo nel 2001″. Sapelli confuta anche l’interesse del Nucleo di Stato per la Cina in quanto trattiene parte del debito pubblico: Pechino «non può rilasciare un tale fardello perché è quello che gli permette di sopravvivere nella crisi ed è, del resto, solo il 4% di il debito USA. Il drago non può nutrire la sua popolazione e cooperare per creare un’industria moderna che non può essere data all’Occidente capitalista”.

L’Europa riuscirà a ritagliarsi un ruolo, se non egemonico almeno autonomo? Sì, ma a dure condizioni. “Ripasseremo la forza della piegarci nel suo studio e nella sua meditazione metafisica morale e filosofica”, rivisitando il pensiero sociologico del tedesco, tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900: Gemeinschaft (comunità) nella Gesellschaft (società).” e giustizia sociale. E, dà un punto di vista militare, bisognerà dispiegarsi sul mare. “Oggi l’anomia – vivere senza credere in nulla – conform ciò che rimane del popolo: è il prodotto di uno Stato senza comunità, perché senza legittimità democratica , attraverso il potere tecnocratico, che promana dall’alto”. Se è inequivocabilmente costruire un nuovo ordine mondiale”, ma non per le finalità sperate da Sapelli. (ANSA).

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