Dolci papaveri: recensione di “Frammenti”

Finalmente il pop nella sua essenza! Tornano le melodie cantabili, la semplicità delle scelte e l’intelligenza degli arrangiamenti. Vale la pena giocare prima e lasciarsi andare!

Framenti è il primo lavoro discografico dei Sweet Poppies, band che nasce dal basso, dalla strada e dal musicista di strada.

Se è una raccolta di 9 canzoni in bilico tra il pop e l’elettropop, fresca, che sfiora il disinteresse del conformismo, basata sulla sua forma standard di musica leggera leggera commerciale.

Al livello musicale è subito chiaro lo scopo di construction progressioni armoniche classiche del pop internazionale, con sonorità che tendono all’acido, tra le chitarre elettriche equalizzate con grande frizzantezza sulle alte frequenze e sint molto rumoroso.

Bene la sezione ritmica con il capotastierista, con un ottimo lavoro di equilibrio tra budello e rullatura e un buon trattamento parallelo, soprattutto riguardo alla compressione. Il basso, da parte sua, suona rotondo e risce a esprimere il timbo suo timbo di ascolto, dall’hi-fi alla cassa di un portatile. Buona fantasia nelle figurazioni ritmiche e buon gusto nella scelta dei suoniSia batteria che basso riescono a osare adirezione e carattere a tutte le tracce.

Le chitarre si diviso in acustiche elettriche, pulite e elettriche distorsione. In tutte e tre le configurazioni riescono a caratterizzare bene le canzoni su cui suonano ea colorare senza strabordare. Suoni molto belli e ritmiche, soprattutto quelle acustiche, molto ben sgranate.

Assaggio e synth completano l’opera del chitarre di accompagnare e colore armonicamente ogni canzone e rischio di svilupparsi un’ampia tavolozza di sfumature, tra pad che servono a incollare tutti gli strumenti, fine a sintetizzatori che invece servono a dare grinta e graffio. Puntuali e a fuoco anche i pianoforti.

Richiedono lo ha definito un capitolo a parte. Entrambi trattate da manuale pop all’italiana e cioè molto fuori dal mix, little bagnate di effetti per keepe intelligibili e ben scanditi i testi. Molto bella gli incroci armonici, in cui le due paste timbriche si ritrovano alla perfezione e, anche parti più ritmiche e serrate rappresentano uno strumento arrangiante in più.

Al livello produttivo, non si può non no l’ottimo lavoro di missaggio che è riuscito a scolpire ogni singolo suono, permettendogli di non in contrasto con gli altri e, soprattutto, di essere perfettamente a fuoco. Molto bella e solare, dalla batteria, l’equilibrio è ottimamente gestita. Molto belli i gruppi delle voci, sia le lead che le backing, mai troppo bagnate le prime, mai troppo secche le seconde.

In conclusione, Sweet Poppies è un disco pop leggero. Se sto cercando di fare un lavoro onesto, sono molto ben pensato e molto ben fatto.. Testi risentono forse di un tentativo di equilibrio tra la volontà di questa ribelle e il suo perfetto opposto. Quasi sempre vince il perfetto contrario. Non che ci sia differenza, ma forse manca un pizzico di coraggio nel rendere più “scandaloso” qualche passaggio. Al netto di questo piccolo appunto, L’ascolto è sempre fluido e piacevole, tanto da poter ascoltare l’intera tracklist, in quale dei brani c’è qualche persona in particolare che ha grande attenzione dall’ascolto. Interessante immaginare l’evoluzione di un possibile secondo lavoro, partendo da una tale varietà di ispirazioni.


La revisione Framenti La scrittura di Giulio Pons è apparsa sua Rockit.it il 2022-06-08 16:44:01

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