Il libro di Valeria Fatone racconta con ironia l’eredità della coppia

È la realtà dei rapporti sentimentali, anche extraconiugali, ad essere illustrati con ironia nel volume di Valeria Fatone “Il matrimonio, un lavoratore mangia l’altro”, a cura di Albatros, presentato a Roma, incalzato dal Quaderno all’Auditorio Parco della Musica libreria. A parlare di solidità dei legami di coppia, oltre all’autrice, Ivo Mej, capo servizio La7. Tra gli ospiti in sala, Emanuele Urso.

“Il matrimonio, nel libro, è presentato come una prigione”, dice Ivo Mej, introducendo l’argomento. L’unica via di fuga per essere il tradimento. Più delle nozze, che nel libro di 192 pagine, come lo presenta Rimarca Mej, è arrivato a pagina 188, ad essere illustrato è il percorso che porta – o meno – al “sì”.

«Il matrimonio è una gran bella cosa, ma si vede come se dovesse essere anni fa, bisogna essere più elastici, più fluidi, come dicono i giovani – spiega l’autrice – Luciano De Crescenzo dice: era facile ai tempi di Socrate dirò a una signora “tu ami per tutta la vita”. La vita media era di 25 anni. Ora si è allungata, abbiamo entrambi impegni e molte cose da fare. Non so se è più smart, non so se prendo le sew più alla leggera, magari si finisce per lasciarsi».

La protagonista, giovane donna in carriera, è innamorata di un uomo molto più grande di lei, esposato. Il sentimento è così forte da farle accettare anche di avere solo i ritagli di tempo del partner. Quando parla della relazione con un amico, ma, the giovane scopre che opinioni his batticuore, relazioni e nozze possono essere be diversity.

«Ho voluto mostrerò modi diversi di vivere l’amore. Una donna controbatte le affermazioni dell’altra. Il libro è divertente, frizzante”, ha detto Valeria Fatone. «Ed è anche una bella storia d’amore romantica, raccontata con le poesie che lui dedica alla giovane, i testi delle loro canzoni. Lui rappresenta tutto quello di cui lei avrebbe bisogno, la sicurezza che non ha avuto, una figura che la sorregga, un punto fermo around quale al ruotare, cosa di cui abbiamo bisogno tutti». Da qui la riflessione sul vincolo del “sì” e, soprattutto, del “per sempre”. «Il matrimonio – continua Fatone – deve rappresentare un punto fermo nella nostra esistenza di esseri umani, perché purtroppo siamo fluttuanti. È un buon valore che è nuovo, è bello credere nel sentimento, ma cade lontano nello stomaco di Riguardano nel primo periodo, saperlo ormai. No, dunque alle esagerazioni, tipo le scene di gelosia per un tradizione dopo quindici anni di relazione». Poi, aggiunge, cavalcando: «Troppo tempo ci ho messo…».

In tale ottica, l’amante inventa un modo per alleviare lo stress nella sua coppia. «Noi possiamo negarlo quanto vogliamo ma è quello che succede. Faremmo meglio ad accettarlo”, dice Fatone.

Dialogo romanticismo e cinismo, pagina dopo pagina, per riflettere sulla realtà del vincolo e la fatitibilità – concrete – del “finché morte non ci separi”, in uno scontro tra morale cattolica e istinto naturale.

«Il libro vuole far riflettere sui nostri rapporti sentimentali. Il genere è quella della cosiddetta letteratura di pollo, vuole essere divertente ma ache far pensare», commenta l’autrice. «È scritto in modo allegro, spicciolo, sportivo. Tutti si angosciano quando l’amore finisce, ma bisogna gestirlo. Molte persone divorziano, pensando di aver sbagliato persona. Hanno ha mostrato che, durante il lockdown, la separazione era aumentata, ma se era stati costretti a passare più tempo insieme. La monogamia non è naturale o varia, con impegni, amici, vacanze, cose da fare insieme, oppure… L’uomo non è monogamo».

Un viaggio divertente e divertente intorno a una diversa libertà di vita e di coppia.

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