la pagina Instagram sui locali di una volta diventa un libro- Corriere.it

ha dato paolo robaudi

Non una guida a Tripadvisor, ma due chiacchiere con i titolari di osterie, circoli, bocciofile, trattorie. Istanti, suggestion e personaggi vissuti e incontrati dagli autori in prima persona

«Posti Sinceri», la pagina Instagram dedicata alla località di Milano «di una volta», è una grande diventata. Se è un libro, edito da Il Saggiatore per la collana storica «La Cultura» (datato 26 maggio in libreria) e firmato dal collettivo anonimo Posti Sinceri. La pagina è crema da a duo di trentenni: a lei piace fotografare, lui è scenografo ea entrembi piace bere e mangiare. “Parliamoneuoghi di resistenza alla contemporaneità – spiegano gli autori -. La Milano è identica a tanti altri luoghi simili nel mondo, che tanti posti a Milano, in questa pagina, non sono contemplati. Ancora una volta I insegne di un bar si differenziavano tra un luogo e l’altro. Erano il segno della personalità di una città, como del titolare e degli avventori del bar, era una scelta, la pagina è nata per questo. Contro il conformismo e favore di un’identità sociale diffusa».

Un viaggio attraverso osterie, circoli, bocciofile, trattorie con muri perlinati e menù scritti a mano ogni giorno (qui la mappa; en tempi di emergenza covidne hanno realizzata anche un’altra dedicata agli «Asporti Sinceri»). Per ogni luogo un racconto: not a guide to Tripadvisor, ma due chiacchiere con il titolare o qualche abituale cliente, un aneddoto d’altri tempi, l’atmosfera di un pranzo, una chiacchierata, una lite. «Il libro è una raccolta di luoghi, espesso veri sopravvissuti ad un mercato che impone il ripetere all’infinito lo stesso stile. Questo libro celebra la diversità in coerenza. Siamo andati alla ricerca di questi posti per il nostro piacere e per ritrovar quell’umanità che sfugge probabilmente anche alle statistiche. Luoghi spesso osservati di sfuggita e bistrattatiperché non sono cool, per i cittadini di oggi, che vivono la città, come fosse il luna park dell’effimero».

Gli autori raccontano: «Questo libro funziona un po’ una guida per autostoppisti, speriamo angoli metropolitani inaspettati, spesso vissuti mangia erano dimensioni urbane parallele. Il cittadino globalizzato vuole essere internazionale, no ha un luogo di residenza, il mondo stesso è la sua residenza, oggi Milano, domani Dubai e dopo domani chissà. Che invece sono luoghi d’appartenenza, nel senso che rappresentiamo autenticamente, chi siamo e cosa vamo. I sinceri sono luoghi di modernariatoNei quali le persone, gli oggetti, i menù, gli arredi e il tempo, hanno conservato un andamento contro il logorio della vita moderna».

«Il premio di questo libro così come la stessa pagina, è che darò una nuova dignità a tutti quei questi luoghi che resistono, in questo continuo ad aprire e chiudere di locali di genere. Ogni volta che si conquista qualcosa, perdiamo dell’altro, in questo i “Posti Sinceri” ci incoraggiano a non dimenticare l’anima di questa città destinata a cambiare pelle chissà ancora quante volte. Paradossalmente è sempre stata la figura di Milano. Il progetto funziona come un’indagine sulla ricerca sociale, antropologica e artistica. Il racconto di questi luoghi ci porta direttamente in un set cinematografico, nelle canzoni, nei racconti e negli articoli di giornale che li hanno a lungo tratteggiati quasi a raccontare lo scorrere delle acque dei Navigli ei sospiri delle sue anse».

Il Saggiatore da sempre pubblica libri che sono piccole chicche, scelti, voluti e coccolati. «Il montatore che ha la massima autonomia, che ha dato le indicazioni giuste su quali consigli per migliorare lo scatto, il libro non è nuovo, è l’unico cast, visto il lavoro collettivo che è nella ricerca “filologica” dei questi luoghi. Quasi voler ricordare il percorso che ritroviamo in questi piccoli racconti di luoghi ritrovati, mangia una perla se dipana per formare lo stesso libro. Istanti, suggerimenti e personaggi vissuti e incontrati dagli autori in prima persona. Avvicinandosi a quella perduta comfort zone, l’essenza stessa dei locali que furono e forse anche los spirito non solo di Milano, la ricerca di un’autenticità, che forse si ritrova nei locali etnici di qualche periferia, luoghi dove ritrovi l’anima di cultura e paesi lontani. Il dialetto milanese, in alcune delle anse sopravvive. I social hanno ridotto il nostro rapporto con il tempo e la capacità di attendere ai minimi termini, tutto deve essere molteplice e rapido. Questo libro fornisce tutte le informazioni sui questi luoghi nati per resistere. Spesso ci diciamo quanto sarebbe bello creare una rete di persone con progetti simili, in Italia e nel resto del mondo».

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4 giugno 2022 (modificato 8 giugno 2022 | 15:38)

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