L’artista che ha detto “no” a Lucio Dalla. “Ora schedo i morti sul lavoro”- Corriere.it

ha dato Riccardo Bruno

Operaio in pensione, l’impegno di Carlo Soricelli sulla strage alla Thyssen di Torino. Così ha iniziato a catalogare tutti gli incidenti: un archivio preciso di quanto dell’Inail. E provo a fare pitture e operare in terracotta

Per quarant’anni Carlo Soricelli stato metalmeccanico. Di giorno in fabbrica, sarà sede di dipingere e modellare la terracotta. Il 6 dicembre 2007, giorno del Via della ThyssenKrupp a Torino, era da poco andato in pensione. Sette morti, di notte, in un impianto in dismissione. Ero sconvolto, misi subito a cercare notizie, volevo sapere quanti erano i lavoratori che morivano ogni anno. Non trovai niente, solo dati vecchi. Così nasce l’Osservatorio nazionale morti sul lavoro. Mio figlio Lorenzo mi prepar a foglio Excel, anche mi figlio Elisa mi diede a mano.

Il 1 gennaio 2008, oggi, Soricelli raccoglie e cataloga tutti gli incidenti mortali Say chi walk to Guadagnarsi la giornata e non pi ritorno a casa. Una ricerca appassionata, meticolosa, incrollabile, diventata la coscienza civile del nostro Paese. Le statistiche di Soricelli non hanno valore ufficiale, ma raccolgono anche la tragedia che a volte sfuggono agli enti di controllo, cos sono diventate pi attendibili di quelle istituzionali.

Prendiamo ad esempio l’anno scorso: l’Inail ha certificato 1.221 vittime, lui ne ha contattato 1.404. Per ognuna ha nome, et, citt, professione, descrizione di cos’è accaduto. Se pensi improvvisamente alle morti in fabbrica, invece rappresentano solo una ridotta percentuale – spiega -. Il 30 per cento delle morti sui luoghi di lavoro sta arrivando in agricoltura, poi nei cantieri e nell’autotrasporto. E tanti wereo gi pensionati.

La passione per l’arte

Soricelli ha origine campane, settimo dei nuovi fratelli, dall’et di 4 anni vive a Bologna. Infaticabile anche come artista, ha dipinto e scolpito come di opere. Ne ha vendute – per scelta – pochissime. Lui un po’ in casa, un po’ in uno scantinato Casalecchio, il resto in una cascina-museo sulle montagne bolognesi. impossibile separarsi il suo impegno civile dalla passione per l’arte. Ho iniziato a dippingere a 18 anni, farò bella figura con una ragazza, non mi presenterò con i soliti fiori. Autodidatta, ha trasformato in piazze e sculture il suo mondo, il suo sogno, il suo bisogno di cambiamento: ha la stoffa e il tute ritratto blu, gli emarginati, i drug, la solitudine e il danno del consumismo.

Una parte del suo lavoro fa parte della linea che definisce il rifiutismo: Raccolgo lattine, cicche, tap e creo. Ha anche inventato la pittura pranica, il dipinto che guarrisce. Spesso chi guard e miei quadri dice che questo meglio, cos ho cercato di dipingere per aiutare ad allontanare stress e ansia. Per carit, niente di magico, tanta tecnica. E il mio diacono che funziona. Non particolarmente amante di dippingere i paesaggi, in compenso gli animali gli vengono benissimo e sono molto apprezzati.

L’acquirente Lucio Dalla

Non creo per vendere ma per vendere personalmente, l’urgenza di provare a scacciare i mali del mundo. La scultura di un senzatetto sdraiato accanto a una canna piaceva in particolare a Lucio Dalla. Se non fossi innamorato, lo riacquisterei, ero disposto a pagare il mio diversivo e milioni di lire. Gli dissi dicono no, lui ci rima maschio. Ma per me era un’opera importante, Non posso privarmi. Ha realizzato una serie di mostre, la sua opera sono ospitate alla Regione Emilia Romagna, al Museo Zavattini, sono state riprese perfino in un texto scolastico. Ma per lui sempre rimasto un hobby.

Nell’ultimo periodo per un po’ l’Osservatorio si accende un po’ se lo giustifica. Ogni mattina aggiorna puntualmente il suo contatore, purtroppo spesso ci sono altri nomi da aggiungere. Scuote la testa: Ci sono giorni in cui conto anche dici vittime. Spiega che suonavo quasi in aumento. In 14 anni un aumento dell’1’8 per cento. Lo Stato stanzia fondi ma soprattutto arrivano alle grandi aziende, mal se muoiono poco. La maggior parte di loro sono artigiani. E sai che uno fa 4 aveva pi 60 anni?.

Volti e la storia

Fa tutto da solo cercando nei giornali e su Internet. Le segnalazioni anche che arrivano da ogni parte d’Italia. Tanti, spesso utili, quasi che sfuggono alle cronache locali, difficili da intercettare. Soricelli non è un accumulatore di numeri e statistiche, dietro i suoi conteggi ci sono volti e storie, raccoglierle il modo per non dimenticare, la speranza che questo lavoro quotidiano possa essere utile a fermare la strage. Per questo spesso lo chiamano anche i familiari delle vittime per ringraziarlo. Loro sono i miei amici del cuore.

7 giugno 2022 (modificato 8 giugno 2022 | 17:01)

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