è la prima volta nella storia del riconoscimento- Corriere.it

ha dato Luca Zanini, invitato a Benevento

Due autori ex equo e il ripescaggio di un piccolo editore. Guida Mario Desiati, secondo Claudio Piersanti, terzo Marco Amerighi, quarta Veronica Raimo. Poi, per merito: Fabio Bac e Alessandra Carati, al seguito di Veronica Galletta

Pomeriggio dell’8 giugno. C’ un’atmosfera rilassata tra i dodici semifinalisti riuniti in attesa del verdetto. Eppure qualche testa bassa, qualche sguardo teso colto qua el, svelano che non tutto sar semplice in questa nuova tornata della selezione per il Premio Strega 2022. Non ci sono preferiti. Dato per quasi certo un nome (and only one), gli altri 11 se la giocano fino all’ultimo se vero che – come si lascia escapes one of the ben informati che dietro lavorare le quinte – c’ grande baruffa tra le file dei giurati . E tra quelle dei rappresentanti delle case editoriali. Perché, due ore dopo, tra le gradinate del teatro romanoecco il verdetto :nlei cinquina dei finalisti iscritta 7 scrittori. Si vedrà che la matematica non è un’opinione, sarà anche vero che la sfida stata cos combattuta da porre a due pareggi e un’estensione per includere un piccolo editore (è stata accolta anche nel 2020).

Per la prima volta nella storia del premio, dunque, i finalisti dello Strega sono 7 e non 5: Mario Desiati frode espatriati (Einaudi), 244 voti; Claudio Piersanti frode Quel maledetto Vronskij (Rizzoli), voti 178; Marco Americhi frode Randagi (Bollati Boringhieri), voti 175; veronica raimo frode Niente di vero (Einaudi), 169 voti. Secondo per merito Fabio Bac frode Nuova stella (Adelfi) e Alessandra Carati frode E poi saremo salvi (Mondadori), tra 168 voti; infinito Veronica Biscotto frode Nina sull’argine (minimo fax), 103 voti.

Lo hanno deciso e membri storici della giuria, i 183 lettori legati agli Istituti di cultura italiani all’estero e lettori delle librerie italiane. Ma anche i voti dei ragazzi di oltre 100 scuole che marted avevano decreto l’assegnazione del Premio Strega Giovani 2022 a Veronica Raimo: le loro tre prime scelte contano infatti un voto valido per la designazione del finalista alla LXXVI edizione del Premio Strega (e ho votato con Raimo non erano stati Carati e Piersanti).

Clemente Mastella interviene in apertura, tornando a perorare il suo sogno: Facciamola anche bisestile magari, se vogliamo, ma portiamo la finalissima dello Strega a Benevento. La rosa dei 7, risultato della prima votazione per il Premio Strega 2022, è annunciata in diretta streaming su RaiPlay da Emanuele Trevi, presidente di seggio e vincitore dell’ultima edizione. Bene con qualche minuto di anticipo, Stefano Coletta stava intervistando uno ad uno i candidati al palco, mentre era ancorato l’omicidio del conto dei voti. Prego i giochi sono fatti. Soffia un vento dispettoso tra questi ruderi. Il cielo si annuvolato. Sembra quasi che la Zoccolara – uno dei tre tipi di streghe che ospita la famosa città di Benevento – sia tornata ad agitare le serate del Rione Triggio, tra la gente se affolla sugli spalti dell’anfiteatro inaugurato dall’imperatore Traiano intorno al 125 d.C. la tensione era palpabile nell’attesa dell’annuncio.

Il primato di Desiati, che con il suo espatriati sta fando parlare di s da mesi, era quasi inevitabile, attesa della sfida finale del 7 luglio, al Ninfeo di Villa Giulia a Roma, quando uno solo, o uno, se aggiudicher Il Premio d’Istituto 76 anni per Maria Bellonci e Guido AlbertiTitolare della casa di produzione Liquore Strega.

Restando esclusa dalle altre componenti della dozzina semifinalista selezionata dal Comitato Direttivo scegliendo in una rosa di ben 74 titoli: Alessandro Bertante, mordi e fuggi (Baldini+Castoldi), 159 voti; Jana Karsayov, divorzio peloso (Feltrinelli), voti 124; Daniela Ranieri, Stradario aggiornato di tutti i miei baci (Ponte alle Grazie), 122 voti; David Orecchio, storia aperta (Bompiani), voti 112; Marino Magliani, Il cannocchiale del tenente Dumont (L’Orma), 57 voti.

Ma eccoli sul box per la foto del gruppo e del finalista del premio (promosso con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con Bper Banca, media partner Rai, sponsor tecnico Ibs.it). Spatriati – dadi Desiati — una parole che nel mio dialetto non ha numero e non ha genere. Nella mia terra una parola negativa, indica chi uscito fuori strada. E il protagonista è dovuto al fatto che hanno rotto il patto con il mondo che ci circonda… ma non è questione di provincia: posso sentirmi fuori dalle regole anche sul lavoro, in famiglia. E aggiunge: Sono un turista fallito perché ho studiato legge ma volevo fare lo scrittore, por questo vado a leggermi tutti i libri dei giuristi mancati. Nel 2015 ho capito di essere uno spatriato. Ma la mia storia, ho compreso poi, no era contra qualcosa o contra qualcuno come credevo, ma condivisione. Dalla Puglia a Berlino (dove si trasfer da Martina Franca) e ritorno, Desiati ha compiuto un lungo percorso di maturazione, impiega cinque anni per scrivere espatriati: che non soltanto un romanzo su chi se ne va dalle proprie terre d’origine. Lo segue da lontano (lo scarto di 66 voti) Piersanti che nella vicenda di Vronskij racconta di misteriosa separazione. La moglie del protagonista, Giulia, svanisce nel nulla lasciando poche righe: Scusa, sono così bloccato. Non il mio recinto.

il romanticismo E poi saremo salvi ha dato Carati un libro che ha incontrato un confronto con il male, fa toccare le conseguenze della guerra. Descrivi, spiega l’autrice stessa, il potenziale future di quei 4 miloni di profughi scappati dall’Ucraina, molti dei quali now abiteranno le nostre strade. una saga familiare e, insieme, un romanzo di formazione: racconta attraverso gli occhi di una bambina di 6 anni, le vicende di una famiglia in fuga dalla guerra nell’ex Jugoslavia, fuga che se consumata sotto la piena della nostalgia.. chi sgretolato dalla rabbia, chi schiacciato dal peso di segreti insopportabili. Ricorda anchor Carati: Ho contratto nel 2008 la persona che aveva visto un’esperienza come questa nel libro. Racconti intensi, troppo intensi. Una famiglia fuggita dalla Bosnia nel ’92, dalla guerra nei Balcani. La loro storia mi ha portata ad interessarmi al grande quadro geopolitico. Poi nel 2016 ho iniziato a scrivere. Alla fine mi sono focalizzata sul racconto della loro esperienza e tutto il quadro è stato filtrato dal loro sguardo.

Raimo, dopo avere vinto il Premio Strega Giovani resta in lizza anche per lo Strega degli adulti (e porta Einaudi ad avere due titoli in finale). Scrittrice e sceneggiatrice, Raimo fotografia in Niente di vero persona e rapporto sociale, che racconta un sesso maliano nella sua Puglia e un rapporto familiare iniziato, in quanto definisce un romanzo di formazione che non arriva da nessuna parte. Curiosità: ha visto anche Berlino.

Leggere, Randagiche ha portato americani in finale, significa fare un altro genere di viaggio: questa volta nel tempo, per esplorare quella che lo scrittore, traduttore, editor e ghostwriter per varie case editrici, definire una generazione che era stato promesso tutto, quella che aveva tutto a portata di mano. E una volta…. la generazione di Erasmo — spiega Amerighi — che ad un certo punto è giunta a questa generazione di decadenza. Capirlo ha spaesato questi giovani, li ha resi disillusi, randagi, dopo aver dovuto affrontare tre momenti storici: il G8 di Genova (2001), gli Attentati di Madrid del 2004, i moti studenteschi del 2007-2008. È un romanzo sulla sua vita e sulla sua inquietudine di Pietro Benati (ambientato a Pisa, città natale dell’autore) che racconta con una scrittura impregnata di Toscana, le vicissitudini di Pietro – unico della sua famiglia, non volersi dileguare, come invece hanno fatto il nonno, e poi il padre Berto – e dei suoi coetanei a cavallo fra la fin degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila.

Torna in finale allo Strega dopo 33 anni Adelphi, grazie a Bac – alla seconda prova letteraria dopo benevolenza cosmica –, che nel suo Nuova stella invite its una storia di violenza, su come per noi la violenza sia ormai qualcosa di estremamente familiare, anche per colpa dei social, della tv, dei siti di informazione. E le pratiche di violenza in cui incapace il protagonista, un neurochirurgo che esplora e limita la normalità. Eppure, sottolinea, anche una violenza molto lontana dalle nostre esistenze quotidiane, perché viviamo vite ultra-protette. Nuova stella Ci spiega che siamo talmente alieni alla violenza che nelle rarissime volte in cui ci coinvolge in prima persona, finisce per essere non completamente assorbibile, non completamente fruibile delle nostre emozioni.

Ieri sera dopo la storia del fiume, quel fiume che Caterina, detta Nina – la protagonista del romanzo di cracker – vive sull’argine, conservando il successo di eventi drammatici. Vita vissuta in prima persona da che l’autrice estata un ingegnere idraulico, impegnata nella costruzione di un argine. Ha lavorato quasi vent’anni per un ente pubblico, per se l’ha fatta scrittrice, per mostrarti tutte le contraddizioni, ti racconterò tutte le esperienze e il rapporto che ho in un cantante, con una donna che fa un lavoro maschile , lontano da casa. Ha dedicato il suo nuovo libro alle persone che vivono lungo i corsi d’acqua. Ma non fatevi ingannare dal quadro d’insieme: l’argine da fisico si fa psicologico, morale; Questa è una storia d’amore che parla di morte e lavoro, di persone che stanno perdendo molto (e perdendo persone) contro la forza del fiume in piena, anche contro potere e burocrazia.

8 giugno 2022 (modificato 9 giugno 2022 | 00:04)

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