Hustle, il film più serio nel cestino è quello con Adam Sandler

dai già Diamanti Grezzi Qui Sandler non si limita solo a “funzionare bene” (quello che accadeva in Ubriaco d’amore), ma guida tutto il film, e impost ritmo e sentimenti oltre a farrsene costantemente ancora di salvataggio. Quando c’è bisogno di rimettere tutto sui binari giusti le inquadrature finiscono inevitabilmente sul suo volto, su quegli occhi tristi e quella faccia da irredimibile perdente. Quando assiste al telegiornale, quando accende la lotta per la vita Sandler è imbattibile, parla tanto anche se parla e indica a tutti i film la strada, oltre la mescolanza di drammatico e ispirazionePuò usarlo per trasformare un pedigree e una scena banale in qualsiasi cosa che sia vibrante e sincera. Spara grandi massime (“I 50enni non hanno sogni, solo incubi ed eczema”) e non molla mai Hernangomezcioè non lo lascia mai in scena da solo se quando è sul campo (ma ache lì la regia stacca sempre su Sandler e dalla sua recitazione noi capiamo come esta ando il gioco), gli dà i tempi giusti, i ritmi giusti e ci fornisce l ‘Impressione che anche quel giocatore non proprio espressivo stia recitando.

Un lavoro in più che testimonia quanto il film sia un prodotto anche di Sandler (Non è così ed è un produttore insieme Lebron James). Lui, con quel tutor alla mano frutto di una sfondo che ci verrà raccontata al momento giusto, con la barba media e una famiglia sulle spalle (great personaggio la figlia!), attraverso il film il classico schema di rivelazione, antiquato, di purificazione e di ascesa che di solito tocca all’atleta. Stavolta è il suo arco narrativo da conquistare, questa è l’unica storia dell’allenatore e del suo tentativo di cambiarmi la vita, puntando fino in fondo alla sua conoscenza e alla sua visione. Quegli interni dalla luce soffusa, quella colorcorrection tenue e autunnale e il complicato camerawork ea soprattutto che avvicina tutto ai volti, sono la scelta di Geremia Zagar (il regista) per elevare tutta questa storia banale su un piano più umano. È un quasi esordiente Zagar ma dimostra di adattarsi benissimo al progetto, non ha nessuna riverenza per i veri giocatori (ehi, vale la pena ripeterlo, chi non li conosce non capirà automaticamente che non sono attori, sia il film è curato e illuminato e inquadra alla stessa maniera) e soprattutto gestisce molto bene il ritmo.

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