“Una nuova collocazione per mettere in luce la prospettiva”- Corriere.it

ha dato federica bandirali

Il celebre dipinto di Pellizza da Volpedo, celebre in tutto il mondo come manifesto delle lotte dei lavoratori, rientra nella Villa Reale di via Palestro dopo dici anni di «esilio» al Museo del Novecento

Mercoledì 6 luglio è un grande giorno per la galleria d’arte moderna. Illinois quarto statoIl famoso dipinto di Pellizza da Volpedo Divenuto famoso in tutto il mondo vieni manifesto delle lotte dei lavoratoritornare a casa in una nuova collocazione studiata appositamente. Rientra nella Villa Reale di via Palestro dopo dici anni di “esilio” al Museo del Novecento (all’epoca appena inaugurato in piazza Duomo) e dopo un breve viaggio a Firenze dove è esposto a Palazzo Vecchio fin al 30 giugno grazie a la ONU prestito Si è accordato rapidamente, gratuitamente e con un semplice preventivo accordo con il suo omologo, dal syndaco Beppe Sala di Milano al collega di Firenze Dario Nardella. La città del Giglio ha coperto solo il trasporto, l’assicurazione per circa 30 milioni di euro l’A lucidatura dell’opera (un vero restauro non è necessario nelle migliori condizioni). Un ottimo affare, dunque, soprattutto por el gener de celebrità como il Quarto Stato, di solito concedere en prestito dietro il pago de salati canoni d’affitto, oppure de un costoso restauro o dello schange con un’opera altrettanto pelle.

Nello stesso caso il soggiorno fiorentino ha offerto l’occasione al Comune di Milano infine predisporre il rientro alla Gam dal Museo del Novecento, spesso auspicato. Infine, con un timbrato convegno con la partecipazione del fiduciario Beppe Sala, della conservatrice responsabile della Gam Paola Zatti e dell’assessore alla cultura Tommaso Sacchi hanno presentato e progettazione in 3D del posizionamento futuro: Il salone da sarebbe ballo stato chiuso con delle finte pareti negli d’accesso creando così un «corridoio» dove sarebbe stata appesa la fabric. La soluzione fu però subito apparsa infelice sia dalla visibilità del dipinto, sacrificato e «senz’aria»; sia per la radicale modifica del salone che, da monumentale, hai imprigionato le dimensioni di un salotto borghese.

Così, complice il nuovo nome del direttore del Polo museale del Moderno e Contemporaneo, Gianfranco MaranielloLa presentazione dell’opera ora è stata ribaltata estattamente sul lato opposto prospiciente il salone da ballo, che rimarrà intonso. Il fascino del Quarto Stato sta infatti nel movimento dei lavoratori che sembra uscire dalla cornice e per valorizzare queto effetto dinamico c’è bisogno di un grande spazio realemangiare prolungamento di quello dipinto.

Nel frattempo nulla anchor si sa sulla controparte del prestito. Il trattamento è complicato e soprattutto indiretta perché, mentre il Comune di Milano può elevare la proprietà dei capolavori conservati nelle sue collezioni civiche, a Firenze quasi tutte le ricchezze artistiche riunite alle raccolte statali sulle il Comune non ha giurisdizione. Anche il Quarto Stato è un gioiello della comunità milanese. L’opera fu infatti acquista per 50 mila lire presso la galleria Pesaro di Milano grazie a una raccolta fondi promossa dall’allora sindaco socialista Emilia Caldera con il supporto di Corriere della Sera. Perfetta icona per una città che rivendicava la dignità dei lavoratori.

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5 luglio 2022 (modifica il 5 luglio 2022 | 08:45)

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