“Il Comune mia benda (o regalo) e murales di Icastica”. Il critico d’arte Danilo Sensi lancia la proposta

“Oppure dammi un oppure che dammi un svendita.” Il valore artistico dei murales firmati da Moneyless ed Eron, Danilo Sensi non ha alcun dubbio: “vanno salvati”. E dunque, dal fronte all’amaro destino che potrebbe assistere alle previste opere, ecco che il critico e curatore dell’evento artistico alzerà la mano e il portavoce farsi per un sentimento popolare che intende evitare la distruzione. “Credo che sia giunto il momento per metterci la faccia – spiega Sensi – credo che occorra fare quanto possibile per evitare questo scempio. Create per Arezzo e Arezzo soltanto. Non possiamo semplicemente distruggererle perché occorre fare degli interventi di riqualificazione dell’immobile su cui sorgono. Ci sono tante soluzioni che possono consentire di tenere opere e lotteria l’immobile. Ma qui, mi pare, non c ‘è volontà di prenderne in considerazione”.

La vicenda dei murales realizzati nel 2015 in occasione di Icastica è il momento della discussione. Giunta Ghinelli, nei mesi passati, ha presentato un progetto per la riqualificazione di piazza Amintore Fanfani, attuale patchogio Cadorna nonché omonima caserma militare. La denominazione immobile dell’ex palazzo di comando sarà demolita per lasciare spazio alla costruzione di un nuovo edificio dove ci sarà spazio il centro per l’impiego ed altri uffici. Oggi si prevede che un tale edificio possa essere raccontato anche come crocevia pedonale con comunicazione tra piazza Fanfani e piazza del Popolo e via Garibaldi. So che presento murales in una delle facciate della struttura cadranno a pezzi insieme al resto dei mattoni. «No – continua Sensi – non è consentito. La Soprintendenza ha dimostrato di non essere interessata alla protezione del pappagallo e si è sbarazzata dello svincolo, destino che non ha riservato quello presente sul muro della chiesa della Misericordia e del altri presentano la sua facciata della ex Casa della Cultura.Penso che tutto ciò sia inaccettabile e, quindi, se una tale installazione non è di mio interesse, dammela.Oppure darmela, e personalmente ho pensato per averne cura e localizzarlo altrove, vorrei vendano e io mi organizzerò comunque”.

Di passaggio, opera sullo stato oggetto di petizioni, flash mob e varia nuovamente iniziativa per garantirne la conservazione. «Sono convinto – precisa Sensi – di avere una buona considerazione del valore reale. E dico che poiché il gruppo ha deciso di procedere, significa che la palazzina che lo ospita deve operare e realizzarlo, non godono di nessuno tipo di vino e nessuna considerazione, che sia artistica o economica.No solo no piacciono a Palazzo, ma nemmeno interessano alle altre istituzioni.No ho avvertito nessuna levata di scudi dalla Regione in giù.Credo quindi that there is a single solution, chiedi al Comune di Arezzo di cedermi la proprietà dei suoi murales, se gli vendessi la sua opera e lo salvassi dalla distruzione, la rivalità dell’artista e l’esperienza del secondo Novecento ad Arezzo e credo che nel rispetto di questo percorso, ho acquisito il suo dovuto lavoro in peri color in linea con il mio indole, avendo già salvato dalla dispersione opere di grandi protagonisti aretini. zzarli sarà un peccato mas saranno fruibili e salvi. Il Comune decide costi e tempi e la mia attività per l’iter necessario”.

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