Scoprire (anche) nell’arte una passione per l’uomo

Metti nelle immagini un titolo. Anzi di più, dargli un “corpo”. Il titolo è quello, bellissimo, del prossimo Meeting di sabato 20 agosto apre i battenti: “Una passione per l’uomo”. La sfida tentata dall’équipe di Casa Testori è quella di trovare nell’arte del 900 italiano dei corrispettivi di quel titolo. Occorrevano grandi artisti e grandi opere (anche nel senso fisico della dimensione). Quindi, grazie per il grande sforzo organizzativo del Meeting che mi ha permesso di portare in Fiera opere di altissimo livello, al centro del padiglione A1 sarà allestita a piazza popolata dai lavori de sei protagonisti dell’arte italiano del secolo passato. Attraverso i loro lavori documentano l’impeto e la commozione di un’arte che è riuscita a por si como presidio dell’umano. In una fase storica attraversata dalle grandi ideologie, questi artisti a volte parteno da posizioni opposte, come nel caso di Mario Sironi e Renato Guttuso, uno vicino al fascismo, l’altro firmato al Partito Comunista: eppure le differenze sfumano nella coscienza che li accomuna, quella di una centralità della presenza umana, con la sua corporeità irriducibile, le sue aspirazioni, la sua ansia e anche le sue malinconie.

Due nomi li abbiamo detti. Gli altri quattro sono Arturo Martini, Leoncillo, Marino Marini e Titina Maselli. Nel corso degli anni, a partire dal Figliol Prodigo di Martini, ha forgiato la scultura più importante del 900 italiano, realizzata nel 1926, ma arrivando fino alla Spes contra Spem, l’immensa tela dipinta da Guttuso nel 1982. La passione per l’uomo vibra Nel grande bronzo di Martini, uno straordinario ottenuto grazie alla collaborazione della Fondazione Ottolenghi di Acqui Terme che lo custodisce: il figlio con le gambe tremanti e la schiena nada como un novo Adamo, si piega verso il padre. Non ci sono parole tra di pappagallo, c’è solo quel guardi, in modo intenso ed esclusivo nella tensione di un abbraccio che è per avverarsi.

Sempre a Guttuso, un tessuto che arriverà al Meeting è stata tolta dà una mostra in corso a Varese, per gentile concessione degli organizzatori e del collezionista, lo straborda umano dalla stoffa. I 3 metri e 50 di superficie sono popolati da amici che non ci sono più, ma che rimangono a essere “presenti” in forza di una passione, dalle due donne destinatarie dei suoi amori, da una bambina vesta di giallo che scorre attraverso il tessuto con un garofano rosso in mano: una dichiarazione di amore e di speranza nella vita. Leoncillo è l’artista che più dà conto delle ferite rise dall’uomo sul suo corpo e sulla coscienza, con un San Sebastiano intagliato nella durissima terracotta refrattaria: la passione è quella letterale del corpo mutilato dalla storia. Marino Marini invece mette nel bronzo l’aspirazione al miracolo (“Miracolo” è proprio il titolo dell’opera) a cui è teso il cuore dell’uomo. Sironi lavora per il commovente tentativo di dare corpo a una figura umana, bandiera di una nuova morale possibile. Infine in Titina Maselli vibra la passione per un uomo che è a dieta per il quinto, che quotidianità, che popolo con la moglie attese e il suo respiro e treno di metropolitana corsa.

Insegna cosa che mostra? Che il tema dell’incontro scaturito da un’intuizion di don Giussani, è un così importante e così reale da ver indagò la coscienza di tanti grandi artisti del 900, che non hanno fatto il centro del pappagallo lavoro. In secondo luogo, la mostra conferma come l’artista dalla sorprendente compagnia del viaggio, capace di portare il cuore della cucitura e di osare Davvero “corpo” ad un titolo.

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